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Sei ruote prussiane: la Lorraine Dietrich (1908)

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“Quando quattro non bastano…” (Parte 5)

(continua da Parte 4)

I prototipi di Milton Reeves vennero anticipati di qualche anno in Europa, nella “mai tranquilla” Lorena. La De Dietrich, gruppo industriale dedito alla fabbricazione di altiforni nato nel lontanissimo 1684 (sì, avete letto bene MILLESEICENTOOTTANTAQUATTRO), decise di ampliare la propria produzione nel campo automobilistico. Nel 1896 iniziò a produrre e assemblare su licenza vetture per altre case automobilistiche.
Tale attività era concentrata nelle città di Lunèville e di Niederbronn. Proprio in quest’ultimo stabilimento nacque professionalmente un giovane meccanico destinato a diventare una leggenda dell’automobilismo, tale Ettore Bugatti. Nonostante alcuni successi sportivi e importanti risultati commerciali, il ramo d’azienda automobilistico fu costretto a chiudere nel 1904.
Il know out e gli asset aziendali della De Dietrich vennero rilevati dalla neonata Societé Lorraine des Anciens Établissements De Dietrich et Cie che nel 1908, due anni dopo aver rilevato metà del capitale sociale dell’Isotta Fraschini, si trasformò in Lorraine-Dietrich.

Un foglio azionario della Lorraine-Dietrich (1908)
Un foglio azionario della Lorraine-Dietrich (1908)

1908: la Lorraine-Dietrich a sei ruote

Proprio nell’anno della rifondazione societaria, la Lorraine-Dietrich presentò una vettura a sei ruote, basata probabilmente sul precedente progetto dei camion militari a tre assi che dal 1907 rifornivano l’esercito francese nelle esercitazioni nel sud della Francia.
In pratica possiamo affermare che si trattava di un primordiale pullmino, in quanto la parte posteriore dell’abitacolo era adibito al carico dei bagagli.
Non si hanno molte informazioni tecniche su questa vettura, quindi risulta molto complesso spiegarne il funzionamento della trazione e del sistema sterzante.
Secondo alcune informazioni dell’epoca l’asse centrale era destinato alla trazione, mentre quello l’anteriore e il posteriore erano sterzanti, ma non trainanti.

Una rara foto della Lorraine-Dietrich a sei ruote del 1908. Sopra la testa dell'autista si nota il tubo per comunicare con i passeggeri.
Una rara foto della Lorraine-Dietrich a sei ruote del 1908. Sopra la testa dell’autista si nota il tubo per comunicare con i passeggeri.

Un diagramma pubblicato su un libro del 1910 chiarisce parzialmente i dubbi riguardanti la meccanica: si può notare che la vettura era dotata di otto balestre, quattro su ogni lato collegate tra di loro, con il pignone della catena di trasmissione posizionato posteriormente l’asse centrale. Il sistema di sospensione a otto balestre si basava su un brevetto di proprietà di Turcat-Méry, costruttore di motori dal 1899 al 1928. Ma di questo ne parleremo più tardi.
La “Lorraine-Dietrich sei ruote” era spinta da un motore da 40Cv, che le permetteva di raggiungere una velocità massima di 100 km\h.

Un diagramma pubblicato nel 1910
Un diagramma pubblicato nel 1910

Esteticamente la vettura risultava elegante, con rifiniture di gran pregio e sedute confortevoli. Per esempio un piccolo optional era il “tubo vocale” che permetteva ai passeggeri di comunicare con l’autista senza dover abbassare il vetro separatore.

UNA SEI RUOTE PER IL BARONE

Una delle poche sei ruote prodotte dalla Lorraine-Dietrich venne commissionata dal Barone Herrmann von Eckhardstein, dal 1891 al 1901 primo segretario presso l’ambasciata tedesca a Londra. Svolse diverse mansioni come diplomatico, sebbene non fosse l’Ambasciatore.

 Barone Herrmann von Eckhardstein (1864-1933)
Il Barone Herrmann von Eckhardstein (1864-1933)

Per questo motivo la sua sei ruote fu allestita di ulteriori optional personalizzati che oggi ci fanno sorridere, sia per banalità che per originalità.
Innanzitutto venne dotata di illuminazione elettrica, che non era normalmente presente sulle vetture di inizio ‘900 in quanto allestite ancora come semplici carrozze da traino, alla quale venne abbinato il riscaldamento della cabina posteriore. Ma non è tutto: dovendo percorrere lunghi tragitti, la vettura venne allestita con un lavandino argentato (dalla quale usciva sia acqua calda che fredda) e, udite udite, una cucina!

La Lorraine-Dietrich del Barone Herrmann von Eckhardstein

Si, avete letto bene: attraverso una porta riservata posizionata sul retro della cabina Emil, il cuoco personale di Von Eckhardstein, poteva accedere a questa piccola cucina e preparare sul posto alcuni piatti per Barone e i passeggeri ospiti. Un allestimento non da tutti…

TURCAT-MéRY e il brevetto del 1905

Come anticipato precedentemente, non si può parlare della “Lorraine-Dietrich sei ruote” senza citare il vero titolare del brevetto di questo sistema di sospensioni. Turcat Méry nel 1905 costruì una vettura a sei ruote utilizzando tale metodo. Si presume però che, nonostante lui sia stato il reale beneficiario di questa invenzione, il brevetto fosse stato precedentemente acquistato o che ne abbia ottenuto da terzi la licenza di utilizzo.

La sei ruote di Turcat Mèry del 1905. Come si può notare l'asse centrale è affossato.
La sei ruote di Turcat Mèry del 1905. Come si può notare l’asse centrale è affossato.

Il sistema di sospensioni a otto balestre permetteva all’asse centrale trainante di avere la massima trazione anche nei più profondi avvallamenti, evitando l’errore di progettazione commesso pochissimi anni prima dalla Pullman Automobiles.

CHARLES LINDECKER e il brevetto del 1906

Un anno dopo l’invenzione di Turcat Mèry lo statunitense Charles Henri Lindecker depositò un brevetto molto simile, che consisteva in un sistema a otto balestre disposte su tre assi, in modo tale da avere una equa distribuzione dei pesi. In questo modo vi era un doppio sforzo delle quattro balestre centrali, che collegavano l’asse centrale con quelli posteriori e anteriori. L’asse centrale a sua volta era collegato allo chassis da un braccio mobile, il quale si sarebbe alzato o abbassato in base al dissestamento del terreno sottostante.

Il brevetto depositato da Charles Lincecker nel 1906
Il brevetto depositato da Charles Lincecker nel 1906

Dopo Stati Uniti ed Europa, la “mania” per le auto a sei ruote arrivò anche in Australia, per un motivo molto particolare….

(continua….)

QUANDO QUATTRO NON BASTANO

Prima Parte – Introduzione
Seconda Parte – Milton Reeves Octoauto (1911)
Terza Parte – Pullman Six Wheller (1903)
Quarta Parte – Milton Reeves Sextoauto (1912)
Quinta Parte – Lorraine-Dietrich (1908)

Manuele C. Riccardi

Classe 1987, oltrepadano DOC (può essere sia un pregio che un difetto...), collaboratore giornalistico per alcune testate locali. Sommelier con il pallino per le auto d'epoca e le gare di regolarità. Appassionato della storia di vecchi marchi commerciali e automobilistici. Uno su tutti? La Bugatti!

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