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Auto d’Epoca: imitazione o ispirazione?

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Brescia, 9 settembre 2023. Lectio Magistralis, quella tenuta dall’Ingegner Enrico Fumia, designer di fama internazionale che ha disegnato vetture di successo (dalle Alfa Romeo 164 e Spider-Gtv 916 alla Lancia Y fino alla “misteriosa” Ferrari F90) il 9 settembre al Centro Culturale Franzoni Auto Divisione Classic di Brescia.

Il tema, intrigante, proposto ai partecipanti era: Auto d’Epoca: Imitazione o Ispirazione? Un tema di assoluta attualità anche proprio relativamente al lancio di recenti modelli, che prendono il nome dal passato o a rendering di veicoli che sembra vogliano prendere modello e stili retrò rimodernati. Tutto questo porta un Amletico dubbio nei Car Designer, e Fumia si è calato nell’Amleto Shakespeariano per illustrare il suo pensiero, in una gremita sala, che ospitava anche una intonsa Alfa Romeo Spider 2.0 Twin Spark, disegnata appunto dal relatore.  Fumia, come sempre schietto e senza giri di parole è partito dalla domanda fondamentale che una designer deve o dovrebbe porsi quando riceve un incarico di riproporre un modello che trae origine, per nome, o per caratteristiche dal passato: Copio o non copio? Questo è il problema! Guardare indietro o guardare indietro per andare avanti?  E si può indicare un momento nel quale è nato questo movimento di Design Postmoderno o nostalgico?  Il caso ha voluto che il Direttore Artistico del Centro, Carlo Carugati, nel presentare l’Ing. Fumia, avesse fatto presente, che l’esordio sul palcoscenico automotive del futuro grande designer, si ebbe con l’aver vinto, a diciott’anni  il Grifo D’Oro indetto da Bertone nella categoria junior, occupandosi come freelance del frontale della Siata Spring, spider su base Fiat 850, che verrà presentata ufficialmente al Salone di Torino del 1967, ove Carugati bimbo di 6 anni, era presente e Carugati, ricorda due vetture che lo attrassero: la Spring e la 500 Gamine di Vignale, con quel mascherone anteriore in stile “Balilla Coppa d’Oro”. Bene, senza che si fossero messi d’accordo Fumia, data questo esordio di movimento, in quel periodo e presenta proprio una slide con le due vetture, come proposte a Torino: la Spring gialla e la Gamine rossa!  E qui Fumia parla di un Design non sbandierato nostalgico, ma spiritoso, nello stile italiano che si contrapponeva a veicoli come la Volkswagen Pescaccia o alla Citroen Mehari.  Abbiamo nel proseguo altri esempi di “spirito del tempo che fu, ma non remake di un modello. E’ il caso (che Fumia data come l’inizio della moda retrò) della Lotus Elan (1962-1975), che viene ripresa, come spirito dalla Mazda Miata (1989 – 1999).  Nelle ”A volte Ritornano”, abbiamo altri casi che, senza nulla togliere al successo commerciale ed a chi le ha disegnate, gli appaiono come “Nipoti Siliclonate di Nonnine Intelligenti”. Siliclonate, perché cloni “siliconati”; ovvero modelli come il New Beetle (che è quella che ha avuto meno successo) e la Mini, che grazie a BMW è diventato addirittura una marchio, seguita dalla 500 del 2007 (che forse ha salvato la Fiat), nonché l’ultima 124 Spider, su base Mazda, durata poco.

Nell’analisi di Fumia, le vetture che definisce le più “nostalgiate” sono la Lancia Stratos (del 1973), la Rally 037 (del 1982) e la Delta HF Integrale (del 1987”). Poi anche gli “iMITOcloni”, dei quali il più eclatante è il caso della Alfa Romeo 33 di Scaglione, rifatta dalla MAT nel 2023 con lo scudetto Alfa Romeo… capovolto! (chissà cosa ne direbbe Franco…). Qui Fumia pone una domanda: Omaggio od oltraggio al modello originale e al suo o suoi Autori?

Fumia non ha dubbi: “astuto” oltraggio e nulla più; perché – sostiene – qualunque Autore (in qualunque campo) non ama essere copiato o “migliorato”. Omaggiare copiando è, oltre che velleitario, il meschino manifesto del vuoto creativo di chi fa tali “omaggi” sfruttando la fama dell’originale per attirare l’attenzione mediatica… che non raggiungerebbe con opere qualunque.

Il riferimento è anche all’ultima Alfa Romeo 33 presentata il 30 agosto 2023, per cui Fumia si chiede se chiamata 33 per una questione di “puro” marketing, o se non sarebbe stato più consono chiamarla con un altro numero tipo 66 o 99 per indicare una vision futura (se vi è). Fumia è certo che se chiamata 66 o 99 non avrebbe ricevuto le stesse attenzioni mediatiche e soprattutto… non 66 o 99 riccastri (li chiama lui) acquirenti.

La differenza tra il mondo dell’automotive e dei Designer di ieri e di oggi si ha con una slide nella quale Fumia, compara la 33 (presa come riferimento) con le vetture con stessa base meccanica ma disegnati da altri grandi designer quali: Marcello Gandini, Giorgetto Giugiaro, Sergio Sartorelli, Paolo Martin, Leonardo Fioravanti. Ognuna con una loro linea, con un loro carattere. Tutte con un loro carisma. Le ricordiamo: Carabo Bertone del 1968, Iguana Italdesign del 1969, Scarabeo Osi del 1968, Speciale Pininfarina del 1967, Roadster Pininfarina del 1968, Cuneo Pininfarina del 1971.

Fumia poi, si schiera contro il Restomod verso il quale  “Restonon attratto”, dice!  Quindi la domanda che pone oggi Fumia ai nuovi designer è: “Design Postmodern o Advance?” Design di Retroguardia o di Avanguardia? O si preferisce lavorare, copiando, solo sulla nostalgia?

Fumia è per l’essenza del design passato ma non la presenza somatica! Cioè tratti che sì, richiamino un preciso modello del passato, ma non banalmente copiandolo. Uno sguardo al passato per guardare al futuro andando avanti per mirare a qualcosa di veramente nuovo.

La sua è “Nostalgia spirituale”, dice Fumia, che mira ad un “Velato Retrò... da svelare”. Obiettivo: Novità nella tradizione. “Innovare per Rinnovare”. E qui cita ad esempio, il magnifico lavoro del Maestro Flaminio Bertoni che dalla Traction Avant, creò la DS!  Il Vero Designer deve avere come obiettivo di presentare una novità nella tradizione. In pratica, dice, deve essere un po’ indovino (per scrutare il futuribile) ed un po’ medium (per “interpellare” il passato).

Il Fumia pensiero è come un fiume in piena e molte delle sue riflessioni, partono dal suo passato raccontato nel suo libro AUTOritratto.

Una sua vettura che può essere presa come case history è la Lancia Y, disegnata nel 1992 su base Punto accorciata, prodotta dal 1995 al 2003, miglior Best – Seller  Lancia degli ultimi decenni, Car Design Award 1996, pubblicizzata “agli antipodi del solito”. La vettura Lancia di riferimento per Fumia, in quel progetto, fu l’Ardea del 1939, da cui trasse alcuni spunti, ma creando una vettura nuova, futurista, inserita nel tempo presente del lancio! L’obiettivo, raggiunto, era quello di avere una personalità distintiva dalle altre vetture, come lo aveva avuto la Y10, che andava a sostituire.

Un altro capitolo dell’intervento di Fumia è stato dedicato alla ricerca di soluzioni per ridurre i costi di produzione. Questo processo poteva e potrebbe ancora passare per gli studi di carrozzeria a moduli simmetrici, che consentono di utilizzare portiere, parafanghi, cofani in maniera simmetrica. Anche questa è un area di ricerca, nella quale i giovani designer potrebbero cimentarsi anche loro.  A tal proposito Fumia rammenta che quale tributo al Centenario Lancia del 2006,  su invito di fans giapponesi, egli realizzò in scala 1:4, un unico esempio di 4-porte, a moduli simmetrici.  E di seguito presenta altre proposte, realizzabili, ad esempio sulla Delta HF Integrale, o sulla Lancia Stratos, sempre nello spirito: IL PASSATO COME ESSENZA NON COME PRESENZA!  Infine Fumia, ha fatto un lavoro elaborato di confronto delle attuali vetture ove cambiando loghi dei marchi e mascherine, molte vetture si possono interscambiare tra loro. Cosa che all’inizio della nostra narrazione 1966-68 non era possibile.

Fumia chiude la lunga esposizione con un inedito esempio (finora solo pubblicato sulla rivista britannica ‘Auto Italia’ magazine) riassuntivo della sua filosofia nei confronti del passato: uno studio iniziato con lo scomparso Ing. Alfieri Maserati per il Ritorno del marchio OSCA, per questo denominato R70. In concreto una proposta di ricarrozzatura basata sull’ultima Fiat 124 Spider, su cui lo stesso stile dalle forme tonde evocanti quelle anni ‘50-’60 (ma non riscontrabile nel passato come trattamento scultoreo), se corredato da fanalerie all’antica (cioè tonde) pare quasi un’auto d’epoca; non così invece appena lo si dota di sottili fanalerie moderne. Ed ecco disegnata la “Novità nella Tradizione”.

Infine, concludendo, l’ingegner Fumia dichiara di voler prendere le distanze dall’attuale modo di fare, gestire e comunicare il car design, per cui annuncia il suo AUTOdivorzio dal “rovesciato mondo del car design” (NULLA a che vedere con quello di Vannacci, precisa!). Questo per AUTOdisgusto verso il presente car design.  Speriamo che questo periodo di AUTOdisintossicazione ovvero, come ha dichiarato giocando con il suo cognome, quello di “smettere di Fumiare”, duri poco; anche se conoscendolo, non smetterà forse mai di disegnare ed elaborare…

Il prossimo evento del Centro Culturale Franzoni Auto Divisione Classic, è programmato per il 14 Ottobre 2023 con il Prof. Bruno Vettore che narrerà, dal suo libro, “Lancia Beta Montecarlo”,  il progetto, la storia, l’evoluzione di questo storico modello.                     

Carlo Carugati

Classe ’61, sposato dal 1983 con due figli, ha esordito in ambito professionale in una emittente locale bresciana ove ha fatto esperienza a tutto campo fino ad arrivare al ruolo di segretario di produzione, per passare poi al settore commerciale Automotive dove nel 2006 ha maturato un Master in Gestione Commerciale d’Impresa. Dal 2007 si occupa in prevalenza di auto di interesse storico, sportive e da collezione. Attualmente è Direttore Artistico del Centro Culturale Franzoni Auto Divisione Classic di Brescia. Come giornalista non professionista scrive per alcune riviste di settore e si occupa anche della comunicazione aziendale per conto di alcune associazioni e club di auto storiche. Tra queste si segnala il suo contributo come Promoter della Fondazione “Giorgio Brunelli” per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale” e la sua partecipazione attiva nel direttivo della A.A.V.S federata alla F.I.V.A in qualità di Conservatore del Registro Storico Nazionale ed addetto stampa della stessa. È inoltre Socio Onorario con incarico di Capo Ufficio Stampa del Club Volkswagen Italia, Vicepresidente del Biturbo Club Italia, Ufficio Stampa dell’Opel Fans Italy e dell’artista Luana Raia “Eventi”. Vanta una collaudata esperienza in giurie di Concorsi d’Eleganza, quali: Stelle sul Liston, Historic Racing Venezia, AppassionAuto, Concorso di Eleganza di Montecatini Terme, È Presidente di Giuria dei Concorsi di Eleganza organizzati dalla Mostra Scambio di Lario Fiere, Erba (CO).