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Bernina Gran Turismo: cronaca d’alta quota

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di Axel E. Catton*

Dove, nel mondo, si possono vedere competere, l’ una contro l’altra, una Ferrari 250GT “Breadvan”, una Fiat 127 del 1978, una Bugatti del ’24, una Volvo Amazon e una Jaguar D-Type originale?

La splendida cornice dell’evento del Bernina Gran Turismo, organizzato ogni mese di settembre in Engandina nelle Alpi Svizzere, non solo offre autentici momenti mozzafiato ma è in grado di riunire equipaggi provenienti dalle più disparate parti del mondo. Inaugurato nuovamente nel 2015 in omaggio alla “St. Moritz Automobile Week” degli anni ’20, si configura come un evento in grado di attirare automobili  fino agli anni 80 per un’entusiasmante esperienza di guida tra tornanti, curve e passi di montagna.

Il Passo del Bernina si estende da La Rosa a 1871 mslm fino al valico a 2330mslm. Lunghi rettilinei, curve a gomito in un paesaggio che nel mese di settembre può offrire scampoli d’estate e graffianti anticipi d’inverno. Tutto in un weekend! L’esperienza tuttavia non è limitata alla sola gara. L’organizzatore Claus Muller precisa:” siamo un bel gruppetto di gente tranquilla, vogliamo divertirci insieme con le nostre automobili, non importa che sia una Volvo Amazon o una Ford GT 40 da un milione di euro, è la passione comune il nostro collante.”

Il weekend inizia con caloroso benvenuto in una delle più conosciute location di St. Moritz, il “Dracula Club” fondato nei favolosi anni 70 dall’industriale e playboy Gunter Sachs.

A parte questo momento di mondanità, il resto dell’organizzazione è abbastanza sottotraccia, nessun party innaffiato da champagne o eleganti serate in black tie. Si inizia il sabato con due prove di guida per familiarizzare con il percorso per poi proseguire con altrettante gare sia il sabato che la domenica.

Tutto questo deve essere stato sicuramente abbastanza per stuzzicare la fantasia di Aldo Carozza, che si è cimentato su strada bagnata e sotto una bella nevicata con la sua Renault Alpine A110 del 1971.

Nella gara di velocità le automobili in gara erano 15, mentre 80 i team che hanno preso parte alla gara di regolarità dove (in teoria) per vincere bisognava avvicinarsi di più al tempo di 4 minuti e 25 secondi per percorrere la distanza di 5,6 km del passo della Bernina, per l’occasione chiuso al traffico. In pratica, anche i piloti iscritti alla regolarità hanno tentato di fare il loro miglior tempo, è tutta una questione di suspense e sfida a portare un’auto d’epoca al limite in un passo di montagna (chiuso al traffico), esplorare le zone alte del contagiri, impegnare le gomme in curve al limite e godersi il tifo degli spettatori . E’ difficile da immaginare se non si vive in diretta un evento come questo pensando a quando nel ’29 Hans Stuck e Louis Chiron si sfidavano lungo un percorso ben più lungo. Gli spettatori potevano usare il trenino rosso del Bernina per arrivare al passo. Il trenino rosso, è una testimonianza storica dell’infrastruttura ferroviara vecchia più di un secolo oggi patrimonio dell’ Unesco. I partecipanti hanno provato la magia evocativa del trenino rosso per raggiungere l’Alpe Grum, a quota 2000 per la cena.

La domenica ha riservato una magnifica sorpresa, neve! “Non è infrequente avere neve in questo momento dell’anno”, dice Muller a bassa voce, ma non dura. Bagna la strada e rallenta gli equipaggi”. Più che rallentare rende forse più emozionante e interessante la guida. Le abilità di guida dei vari partecipanti erano le più disparate, da quelle modeste di chi scrive, a bordo della Jaguar MkII messa gentilmente a disposizione dal collezionista Kurt Engelhom, a quelle del diciannovenne locale Felix Schwarzenbach, fresco di patente da qualche mese che ha sostanzialmente eguagliato il tempo del padre con uno scarto, scandito con orgoglio dal ragazzo, di soli 17 centesimi.

Mags (Margaret) Diffey ha portato direttamente dall’Inghilterra la sua Bugatti del 1924 T13 (Brescia), minuscola race car con ruote grandi quasi come quella di una bici. Nonostante sia stata trasportata all’evento, Mags non ha risparmiato la sua Bugatti sulle strade del Bernina, rendendo la gara con questa vettura (omologata per uso su strada) ancora più divertente.

L’inglese Ewan Cameron aveva però uno dei compiti forse più ambiti. Meccanico di molti equipaggi tra cui di una Jaguar D-Type del 1959, una delle sole 71 vetture originariamente prodotte dalla fabbrica sul finire degli anni 50. Gli spettatori hanno amato il rombo e l’urlo di questo 6 cilindri portato fin nella zona rossa. Dopo la cerimonia di premiazione nella piazza del paese di Poschiavo, Cameron ritorna ai comandi della D-Type e si immerge nel traffico urbano per la prosecuzione dell’evento. Questa doveva probabilmente essere una scena comune negli anni d’oro dell’evento dove i piloti che si sfidavano sul percorso di gara poi tornavano alla vita quotidiana a bordo delle stesse automobili. Partecipare è stata un’esperienza unica, appuntamento al prossimo anno dunque, Bernina Gran Turismo 21-23 di settembre 2018.

*traduzione di Manuel Bordini

Aut

Classe '76, Dottore di ricerca, libero professionista e Master Sommelier FIS, coltivo da sempre la passione del vino e delle auto d'epoca. In entrambi i settori concentro il mio interesse sulle produzioni italiane di eccellenza come strumenti di crescita economica e diffusione della nostra cultura nel mondo. Punti deboli? Le supercar '60 e '70 ed i grandi rossi dell'Etna!

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