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Iso Ecspò 2015, celebrazione della Iso Rivolta

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Esiste un marchio di automobili che con le loro linee filanti e sportive hanno fatto sognare milioni di persone, hanno fatto innamorare a prima vista, hanno segnato un milestone nella storia dell’automobile che svetta sempre più fiero e luminoso a perenne immagine di cosa in Italia si poteva e si sapeva fare. A Iso Ecspò 2015 si è celebrata la storia della Iso Rivolta.

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Che quest’anno sarebbe stato un anno importante per il marchio fondato da Renzo Rivolta era nell’aria da tempo. In occasione dell’ultimo incontro a novembre 2014, Piero Rivolta mi disse “vedrà che il 2015 sarà un grande anno per la Iso”. La Iso Rivolta rappresenta la sublime sintesi della ricerca stilistica, dell’avanguardia tecnologica, del lifestyle. Una Iso Rivolta è fatta per solcare le strade, questo chiede e questo evidentemente devono aver capito i collezionisti che si trovano tra le mani un’automobile che vuole essere usata senza timori per l’affidabilità.

Piero non si riferiva al mercato, ma a qualcosa di molto più prossimo all’ ”idea” Iso che sin dal 1952 raccoglie attorno a sé appassionati e raduni monomarca. Iso Ecspò 2015 è la celebrazione di questa idea di comunità di passione che lega gli Isoisti, quella che solo una idea di grande respiro può raccogliere attorno a sé.

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Sabato mattina, i capannoni degli ex stabilimenti Iso Rivolta, rimasti in tre dei cinque iniziali, risplendono di un bianco brillante immersi nel parco dell’omonima villa. Una Isetta colore avorio ci indica il luogo. E’ mattina presto, le Grifo stanno ancora ronfando ma le Isomoto, le Isette e gli Isocarro no, loro apprezzano le prime ore del giorno e sono già in posizione, come musicisti di un orchestra sotto la guida del direttore, Roberto Ghezzi storico presidente del Comitato Isomillennium organizzatore dell’evento.

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L’aria si fa frizzante, in lontananza cominciano a farsi strada dei tuoni che subito si placano non appena imboccano il drive-way degli stabilimenti, alcuni di loro tornano a casa per la prima volta dopo 50 anni, quest’anno si celebra infatti il cinquantesimo della Grifo. Per prime arrivano due Iso Rivolta GT 300, di proprietà di collezionisti milanesi, ancora con targa originale MI, emozionanti. Gli stabilimenti le hanno viste nascere, in un contesto sicuramente diverso e con ben altri sogni di gloria, ma senz’altro le salutarono con lo stesso entusiasmo con cui oggi le riaccolgono cariche di storia e testimoni di una realtà imprenditoriale che sfidando le regole economiche credette fermamente in quello che stava creando, consapevoli di dar vita a qualcosa di assolutamente inedito e di cui andare fieri. Significative sono le foto di Renzo Rivolta in occasione della presentazione della GT alla stampa: il volto segnato dall’emozione, ai suoi piedi la #001 alla sua prima uscita pubblica, tutta l’attenzione era per lei, era il nuovo che faceva il suo ingresso nel panorama motoristico mondiale.

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Dopo qualche minuto arriva una mia vecchia conoscenza, la Lele #049 con targa originale BO, dell’amico Alessandro. Qualche anno fa, guardando e riguardando questa Lele oggetto di una prova su una rivista specializzata, fui travolto dalla straordinaria bellezza di questa auto, elegante, sportiva, armoniosa e mai scontata. Incompresa dai più.

La Lele è forse l’automobile più emblematica prodotta dalla Iso, quella meno immediata, va corteggiata, attesa, cercata e se scocca la scintilla è per sempre.

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I V8 Chevrolet e Ford continuano ad arrivare sornioni, la linea felina delle Grifo sfila verso casa.

Il programma della mattina prevede un evento specifico per l’anniversario del mezzo secolo della Grifo; al padiglione Oxygen di Bresso, Piero Rivolta spiega la nascita della prima muscle car italiana (il prototipo della Iso Grifo è del 1963). La consapevolezza di aver creato un’ opera d’arte, conturbante e spavalda emergerà solo molto tempo dopo. Piero ripercorre le fasi della realizzazione della Grifo, inizialmente concepita per trainare le vendite della GT. La Grifo dimostra ben presto di essere ben più che un traino per la GT e, come accadde anche per la Maserati Ghibli, le vendite superarono di gran lunga le stime iniziali totalizzando 404 unità. L’immaginazione vola alimentata dalle parole di Piero, si va dalle testimonianze sulla progettazione del telaio da parte di Pierluigi Raggi e Giulio Alfieri, indiscussi e indiscutibili maestri dell’automobile, fino alla realizzazione a mano delle varie parti. La Iso non aveva a disposizione le attrezzature, i tools, per realizzare in larga scala la Grifo come invece accadde per GT, Lele e Fidia: inizialmente si pensò di realizzarla in poche unità e invece divenne il secondo best seller della Casa di Bresso.

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Tanti sono gli applausi per le testimonianze degli ex dipendenti Iso e del Presidente del Iso Bizzarrini Owners Club (IBOC) giunto appositamente dagli USA per confermare e rafforzare la comunanza di intenti e il sostegno all’Isomillennium che promuove e diffonde la cultura Iso Rivolta.

All’esterno stanno arrivando un poker di “gialle”, dalla Iso A3C “Grifo”alla Iso Grifo 90, la storia è al completo, radiose, uniche, sommamente regali. La comunità Iso si stringe attorno a queste vetture e a Piero Rivolta che guidò questa azienda dal 1966 al 1973, sempre propenso a condividere ricordi, battute, testimonianze e precisazioni. Nell’ andirivieni di GT, Lele, Grifo, S4 questi stabilimenti rivivono la quotidianità di 50 anni, smettendo di essere ex. Il “capo” c’è, al posto dei dipendenti ci sono gli appassionati, per un weekend la Iso Rivolta è rinata e l’immaginazione ha fatto rivivere quello che non si vede più.

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Classe '76, Dottore di ricerca, libero professionista e Master Sommelier FIS, coltivo da sempre la passione del vino e delle auto d'epoca. In entrambi i settori concentro il mio interesse sulle produzioni italiane di eccellenza come strumenti di crescita economica e diffusione della nostra cultura nel mondo. Punti deboli? Le supercar '60 e '70 ed i grandi rossi dell'Etna!

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