Collezionismo
Cruisin’ Rodeo 2025 – Benvenuta America
LA RIVISTA CRUISIN’ PORTA A COMO UN TOCCO DI STELLE E STRISCE, TRA ICONE ARCINOTE E INTERESSANTI RARITA’

Quella di portare in Italia, terra di Ferrari e Lamborghini, gli esagerati V8 big block, e non solo, è sempre stata una scelta coraggiosa, anche se oggi molto più accolta con entusiasmo e curiosità rispetto a non molti anni fa. La rivista Cruisin’, alfiera del giornalismo cartaceo indipendente e portabandiera del motorismo yankee nello stivale, ha fatto sembrare il parcheggio del V6 Pub and Grill, nel weekend tra il 12 e il 13 luglio, un sobborgo di Chicago o Los Angeles, chiamando a raccolta numerose vetture dall’Italia e dalla Svizzera, in un evento che ha permesso a molti visitatori casuali di allargare i propri orizzonti in fatto di cultura automobilistica, ben oltre l’Oceano Atlantico.
RICORDANDO LA MOTOWN

Le vetture accorse al Cruisin’ Rodeo sono state quasi 300, in larga parte Corvette, Camaro, Challenger, Charger e Mustang appartenenti alle diverse annate, auto che non ci si annoia mai di vedere ma che ormai, giustamente e meritatamente, fanno parte dell’immaginario collettivo e del cassetto dei desideri di molti, eppure il Cruisin’ Rodeo non è stato solo questo. Hanno macinato chilometri fin qua pure una Ford Crown Victoria Interceptor, appartenuta in passato alla polizia della Florida anche se poi rifatta con la livrea di quella losangelina; una Ford Galaxie 500, da non confondersi assolutamente con monovolume Galaxy degli Anni ’90; una AMC Eagle; una Pontiac Firebird degli Anni ’70; una Ford Thunderbird; una Mercury Cougar e alcune Cadillac DeVille. In vetta tra queste ha spiccato una Ford GT40 Continuation, sì proprio una GT40 ma non l’ennesima replica, bensì una di quelle che Shelby ha prodotto negli Anni 2000, rispettando fedelmente le specifiche del modello originale dei tempi d’oro.
VOTAZIONE A SUFFRUAGIO

Al Cruisin’ Rodeo giuria e pubblico hanno potuto esprimere le migliori auto tra quelle iscritte e i loro fortunati proprietari. Best in Show è stata la Mercury del 1950, un esemplare notevolmente diverso da come è uscita dalla fabbrica, fedele alla filosofia custom molto intrisa nella cultura collezionistica yankee, un’auto che in Italia si può a malapena sognare. Al secondo posto una Corvette Stingray, che ha ricevuto quattro cerchi e un po’ di vitalità dalle nipoti più recenti. Al terzo gradino del podio abbiamo trovato l’hot rod su base Ford del 1938, una scorbutica dall’insulto facile, ma certe auto piacciono appunto per questo. Il pubblico presente e il club CNO hanno dato il loro riconoscimento alla Jeep CJ 7 del 1978, un mezzo che sa tanto di carattere, sudore e benzina, seguita da una Corvette del 2006 e da una DeVille Convertible del 1955.

Una gran bella festa quella del Cruisin’ Rodeo, tanto quest’anno quanto come sempre. Merito specialmente di realtà quali CNO American Car Club, Sharks Team, Rumblers Car Club, Romagna Boys, FOAM, American Brothers Bologna, RAM Division e Crazy Van Club, provenienti da tutta la penisola. Tutti uniti sotto la stessa bandiera.













