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Stile e tecnica italiani allo stand A.A.V.S per PADOVA 2018

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L’ Associazione Amatori Veicoli Storici  A.A.V.S (federata FIVA), ha sempre messo al primo posto, dopo gli impegni per la salvaguardia e conservazione del patrimonio dato dai veicoli di interesse storico, l’impegno per la diffusione della cultura automobilistica, organizzando Convegni su svariati aspetti della storia dell’automobile, Concorsi di design e Concorsi di eleganza.

Il Palcoscenico di Padova Auto & Moto d’Epoca, da anni è occasione per promuovere temi culturali e di conoscenza di modelli che non è usuale vedere ai raduni tradizionali. Anche quest’anno sono state esposte tre vetture di indubbio valore storico che vengono presentate con un titolo che esemplifica il percorso visivo : “Dal Double Phaeton alla Barchetta Competizione”.

Unoccasione, per parlare non solo di evoluzione del design, ma anche di tecnica abbinata a determinate scelte di linea. Il tutto, mettendo in risalto il contributo che gli italiani hanno dato alla storia dell’automobile, per esigenze logistiche, concentrate in tre esempi di classe. Nella sequenza temporale si è potuta ammirare un esemplare di preserie del 1910 di Lorraine – Dietrich, che nel suo imponente aspetto ci rammenta ancora, in maniera chiara, come l’automobile derivi dalla carrozza.

La presenza del terzo parafango centrale per la predellina, che rimane proprio per la sua funzione di para-fango per i “signori” proprietari, dall’altra ci fa notare, come un telaio anteriore con motore abbia preso il posto dei destrieri dei quali è rimasta solo l’attribuzione dei “cavalli vapore” di potenza.

Il motivo espositvo di questa vettura si cela sotto il cofano anteriore ed è la presenza di un motore italiano, Isotta Fraschini che venne acquisito in 500 unità dalla Lorraine –Dietrich che desiderava un motore robusto ed affidabile. Questo motore era caratterizzato da una cilindrata di ben 4500 cc con una potenza erogata di 38 cv a soli 1200 giri massimi. Il viaggio proseguiva con un altro pezzo importante della storia della produzione automobilistica italiana.

Nel 1929, mentre oltre oceano si apriva la maggiore crisi americana, in Italia l’Alfa Romeo produceva un piccolo 6 cilindri di 1500 cc, la conosciuta Alfa Romeo 6C 1500 SS dotata di compressore volumetrico, qui proposta nella carrozzeria Torpedo allestita appositamente per la partecipazione al Tourist Trophy. Nel palmares di questa vettura ricordiamo che Marinoni guidò questa vettura nel Tourist Trophy del 1929 classificandosi 4° di categoria.

Successivamente Ivanowsky corse alla gara del Phoenix Park nello stesso anno. Nel 1930 gareggiò nuovamente al Tourist.Trophy. Per le caratteristiche tecniche, vale la pena notare come dopo 19 anni,  con una cilindrata ridotta di un terzo, si riesce ad ottenere con la tecnica del compressore volumetrico una potenza doppia ( 76 CV) aumentando i giri motore di quattro volte (4800 giri).

Ci rimane l’ultimo anello di questo veloce viaggio con “le macchine del tempo” ed arriviamo agli anni ’50 con un marchio della Modena motor valley: Maserati, qui rappresentata da una delle più belle interpretazioni di barchetta competizione la 250 S del 1956. La Barchetta 250 S è stata una delle vetture sulla quale  tanti piloti hanno imparato a correre e vincere. Piloti come Musso, De Filippi ed anche De Portago. Si, quel De Portago che sarà ricordato non per le sue gesta, ma per aver concluso la sua esistenza con il tragico incidente alla Mille Miglia del 1957 che decreterà anche la fine della “Corsa più bella del mondo” per quanto riguarda la “corsa di velocità”.

La vettura esposta realizzata allora dalla Carrozzeria Fantuzzi era una vettura ufficiale della Scuderia Maserati. Dopo le competizioni di Agadir e Dakar,fu in seguito utilizzata da Stirling Moss per le prove in preparazione della Mille Miglia. La meccanica è intrigante :  2500 cc, 6 cilindri in linea con due assi a camme con doppia accensione. Cambio posteriore in blocco col differenziale. La potenza garantisce prestazioni di rilievo, soprattutto negli anni ’50 con la situazione di manto stradale dell’epoca : 230 CV a 7000 giri. Caratteristiche tecniche quindi, ancora attuali oggi, a distanza di 62 anni.

Con queste vetture A.A.V.S ha voluto rendere un tributo alle capacità dei progettisti, designer, costruttori italiani che hanno fatto crescere questo oggetto simbolo del XX° secolo : l’automobile, che come dice il termine “mobile” ha bisogno di circolare perché l’automobile di interesse storico  è messaggera di storia, passione e cultura.

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Classe ’61, sposato dal 1983 con due figli, ha esordito in ambito professionale in una emittente locale bresciana ove ha fatto esperienza a tutto campo fino ad arrivare al ruolo di segretario di produzione, per passare poi al settore commerciale Automotive dove nel 2006 ha maturato un Master in Gestione Commerciale d’Impresa. Dal 2007 si occupa in prevalenza di auto di interesse storico, sportive e da collezione. Attualmente è Project Manager della “Divisione Classic” di Franzoni Auto. Come giornalista non professionista scrive per alcune riviste di settore e si occupa anche della comunicazione aziendale per conto di alcune associazioni e club di auto storiche. Tra queste si segnala il suo contributo come Promoter della Fondazione “Giorgio Brunelli” per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale” e la sua partecipazione attiva nel direttivo della A.A.V.S federata alla F.I.V.A. E’ inoltre Socio Onorario con incarico di Ufficio Stampa del Club Volkswagen Italia, Vice Presidente del Biturbo Club Italia, Ufficio Stampa dell’Opel Fans Italy e dell’artista Luana Raia “Eventi”.