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Ciao Tom, grazie per tutto

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Ero come nel mezzo come di un guado quando chiamai per la prima volta Tom Tjaarda. Sommerso dai dubbi su come restaurare correttamente una De Tomaso Deauville, mi venne l’idea di chiamare chi aveva disegnato la macchina. Chi meglio di lui poteva aiutarmi. Cercai affannosamente il numero di telefono senza trovarlo, chiesi ad amici e conoscenti ma nessuno seppe aiutarmi. Contattai allora un collezionista di automobili formidabili e gli chiesi il numero di Tom.

Detto fatto, dopo due minuti ero al telefono con il signor Tjaarda, o meglio con “Tom” come mi esortò lui immediatamente a chiamarlo. Inizialmente non sapevo bene come chiamarlo, dottore, architetto, signore…in quel momento per me era il personaggio che aveva dato forma a decine di automobili splendide tra cui la mia che stavo con tanto amore rimettendo, letteralmente, al mondo. Alla fine della conversazione era semplicemente “Tom”.

Seguirono altre telefonate, a volte con le domande più sciocche, avere un accesso diretto ad una sua opinione mi rassicurava sull’accuratezza del restauro. Tom è sempre stato cordiale e disponibile, sempre pronto a ricordare, a raccontare. Lo vidi ad alcuni eventi ma è stato nel 2015 che lo incontrai nella sua Torino, per un’ intervista su De Tomaso. In quell’occasione mi raccontò della sua esperienza con Alejandro De Tomaso e della sua idea di design, dell’importanza delle proporzioni, dell’armonia delle forme. Tjaarda era uno di quei pochi che sapevano mettere a proprio agio tutti, indipendentemente da chi fossero o cosa possedessero. Sempre un sorriso smagliante, tono pacato e una grande disponibilità a raccontare, spiegare fino ad autografare libretti, foto, alette parasole.

Sono tornato da lui il 27 marzo scorso per una video intervista per raccogliere materiale per un progetto futuro e nonostante evidenti difficoltà di salute mi ha accolto con il sorriso di sempre, arrivando a scusarsi per il suo stato fisico. Gli chiesi se avesse preferito fare in un altro momento, rimandare l’intervista o le riprese video, con un grande sorriso rispose “certo che no!”.

Tom Tjaarda ha disegnato automobili di ogni classe e forma anche se il suo vero amore erano gli aerei. Si è cimentato con diversi carrozzieri, Pininfarina e Ghia per citarne alcuni ha lavorato per tante case da Ferrari a Fiat, da Lancia a De Tomaso e a Ford.

Ricordava ogni dettaglio della sua vita passata al tavolo da disegno, a fare modelli o allestimenti in gran fretta per eventi in tutto il mondo. Trasmetteva serenità, sembrava un gioco in cui lui si era divertito; tanti aneddoti, alcuni spericolati tuttavia sempre raccontati col sorriso da quelli sulla Pantera alla 365 California Spyder.

Nel telegramma di condoglianze alla famiglia De Tomaso, per la recente perdita di Alejandro, scriveva “Indimenticabili ricordi legano la mia vita qui in Italia a voi, addio Alejandro con nostalgia e con tanti bei ricordi”.

In occasione di un raduno della sua automobile forse più nota, la Fiat 124 Spider, gli mostrai la mia Deuville in avanzata fase di restauro, che avevo “intrufolato” tra le altre. Era un progetto a cui mostrava di essere molto legato quello della Deauville, una Pantera a quattro porte come la chiamava lui ma che andava ancora “più forte“! Sempre il sorriso, sempre attento a mettere a proprio agio il suo interlocutore sempre disponibile a rispondere a tutte le domande: qualità di certo rare quando si acquisisce un po’ di notorietà. In quasi sessant’anni di attività ha attraversato epoche stilistiche, dettato canoni di stile, rivoluzionato il concetto di automobile, passando dalle spider per pochi fortunati alle gran turismo, dai concept alle utilitarie per tutti (Ford Fiesta e Autobianchi Y10 per citarne alcune). Si è cimentato nel campo automobilistico con grandi sfide creando decine di esemplari unici da cui derivarono infinite soluzioni stilistiche per le automobili di grande produzione.

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Tom Tjaarda era di quelle persone che avremmo voluto tutti conoscere, trasmetteva passione ed entusiasmo per il suo lavoro, era come fare un viaggio nel tempo e trovarsi seduti a fianco a lui mentre disegna la Ferrari 330, la Zonda, la Flaminia Ghia, la Pantera, la 124 Spider o la Y10.

Ciao Tom, grazie per avere dato così tanta bellezza alla nostra passione.

Aut

Classe ’76, Dottore di ricerca, libero professionista e Master Sommelier FIS, coltivo da sempre la passione del vino e delle auto d’epoca. In entrambi i settori concentro il mio interesse sulle produzioni italiane di eccellenza come strumenti di crescita economica e diffusione della nostra cultura nel mondo. Punti deboli? Le supercar ’60 e ’70 ed i grandi rossi dell’Etna!