L'editto-riale

Continuation cars: si, no o forse?

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Sul numero di Aprile di Octane, l’editor David Lillywhite si pone alcuni interrogativi sulle cd. continuation cars.

Facciamo un passo indietro e vediamo cosa sono queste auto. Le continuation cars, o più genericamente le cd. recreation cars, sono automobili costruite in tempi recenti fedeli alle originali, cioè a quelle prodotte nel preciso momento storico.

Nascono così le “nuove” Jaguar XKSS, Aston Martin DB4GT, Iso Rivolta A3C, solo per citarne alcune.

Il tema posto da Lillywhite su queste auto è di straordinaria attualità perché coinvolge profili di compatibilità storica, di originalità e di opportunità.

Opportunità: la costruzione di una continuation car rende disponibili a tutti ricambi senz’altro compatibili anche con la automobili originali. Per essere una continuation car infatti l’automobile deve essere fedele in tutto e per tutto a quella originale. La presenza di ricambi costruiti per le continuation cars risolve senz’altro il problema del restauro e conservazione delle vetture anche per chi possiede e usa le originali.

Originalità: le continuation cars sono repliche. Sono automobili costruite sulla base delle originali ma che originali non sono per il semplice motivi che vengono costruite per replicare quello che è stato, l’intento non è la produzione di un automobile bensì replicare un automobile la cui costruzione è stata interrotta decenni addietro ed oggi ha raggiunto quotazioni importanti. Lo scopo è, per lo più, squisitamente economico, le quotazioni raggiunte dalle originali induce o quanto meno invoglia a tentare il mercato con automobili ben più economiche delle originali che possono garantire introiti potenzialmente molto significativi e non limitati nel numero di vetture realizzabili.

Compatibilità storica: le continuation cars non sono mai esistite. Non le ha mai viste nessuno negli anni in cui i costruttori producevano quei modelli. Sono automobili che non hanno mai solcato i cancelli delle fabbriche, sono macchine nate oggi ma d’epoca solo nell’aspetto. Sono quindi automobili che non hanno valenza storica, sono macchine costruite oggi ed il cui aspetto è simile a quello delle loro muse ispiratrici. Normalmente le continuation cars replicano automobili da gara, che negli anni in cui venivano prodotte, correvano nei circuiti di mezzo mondo. Le continuation cars non hanno corso da nessuna parte, non hanno vinto coppe, non hanno fatto record, non hanno emozionato nessuno, sono automobili fredde. L’automobile d’epoca ha un vissuto fatto della propria vita e di quella dei suoi proprietari che si sono intrecciate con la sua. Una continuation cars non è , e non trattiene di sè, nulla di più rispetto a una vettura nuova costruita copiando un disegno di 50 anni fa.

Jaguar XKSS e Steve McQueen

Alcuni dei marchi che costruivano queste vetture negli anni che furono non ci sono più (ad esempio la Iso Rivolta), altri ci sono eccome e producono milioni di automobili attuali. Se si avesse a cuore l’heritage del marchio e ci fosse un minimo di onestà intellettuale le continuation cars non verrebbero fatte mentre i produttori metterebbero comunque a disposizione delle originali i ricambi per mantenerle in funzione e consentire ai proprietari di continuare ad usarle. I ricambi quindi non giustificano la produzione dell’automobile, la Jaguar può produrre manicotti e coperchi valvole senza fare la macchina intera. Tuttavia, vendendo la macchina intera il costruttore fa cassa e potenzialmente non c’è limite al numero di continuation cars che si possono fare a vantaggio dei bilanci e con con buona pace della storia, dei collezionisti seri, e degli appassionati che certamente non provano nessuna emozione davanti ad una replica, che tranquillamente si può chiamare anche imitazione nel caso di quei costruttori che non ci sono più.

Antonio Finiguerra e la sua Iso Rivolta A3/C

Francamente non si trova nessuna giustificazione alla produzione di continuation cars, tantomeno nell’illusione della disponibilità di ricambi: la Jaguar come l’AM ben possono rendere disponibili i ricambi senza produrre macchine complete che, lo ripetiamo, non hanno mai solcato i cancelli aziendali, non hanno mai corso nei circuiti gloriosi di Brooklands, Indianapolis, Kyalami, Le Mans, etc, non hanno mai vinto, non hanno mai emozionato nessun tifoso, non hanno mai occupato i nostri sogni.

Aston Martin DB4 Zagato

Aut

Classe '76, Dottore di ricerca, libero professionista e Master Sommelier FIS, coltivo da sempre la passione del vino e delle auto d'epoca. In entrambi i settori concentro il mio interesse sulle produzioni italiane di eccellenza come strumenti di crescita economica e diffusione della nostra cultura nel mondo. Punti deboli? Le supercar '60 e '70 ed i grandi rossi dell'Etna!

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