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12° Samba Summit & Veteran Volkswagen Show – In Trentino tra natura e storia

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Si è tenuto, in Trentino, il 12° Samba Summit & Veteran Volkswagen Show, il tradizionale raduno autunnale del Club Volkswagen Italia. Quest’anno il raduno si è svolto tra Trento e la Comunità delle Giudicarie con centro logistico a Comano Terme (TN). Oltre al Club Volkswagen Italia, sostenitrice e promoter dell’evento è stata la Franzoni Auto Divisione Classic, insieme a T1 Specialist e RS Car Classic.

Da qualche tempo era desiderio del Presidente del Club Volkswagen Italia, Marzio Cavazzuti, di condividere la conoscenza, con i soci ed amici del club, di quello che è il più antico museo italiano interamente dedicato al tema dell’aviazione: il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, sito nell’aeroporto di Trento e dove si sono dati appuntamento i selezionati equipaggi provenienti dal centro e nord Italia.

Variegata come sempre la rappresentanza dei veicoli che partiva dal 1951 con un pregiato due vetrini, affiancato e sempre in abito scuro (nero) un ovalino del 1956. Un’elegante vernice metallizzata caratterizzava un 1959 che apriva il periodo dei sempre ricercati e desiderati 6 volt degli anni ’60 nei classici caldi colori pastello e tra i quali segnaliamo la presenza dello speciale Typ 1 Mod. 11/117 del 1963 facente parte della famiglia degli “Herbie” di Gilles Antonelli, veicolo caratterizzato oltre che da un meticoloso restauro anche da molti gadget facenti parte dell’equipaggiamento del primo Herbie di “Love Bugs” quali, l’accensione motore, il funzionamento dei tergicristalli, claxon, tergicristalli e spruzzi d’acqua, telecomandati. Di questa serie, ma cabrio, presente anche un rarissimo e prestigioso cabrio 1500 del 1967.

In questo contest ben si inseriva un ormai inarrivabile (per la reperibilità e le quotazioni) Typ2 “T1” Mod. 241/23 del 1961 meglio conosciuto con il nome di “Samba 23 vetrini”. Seguiva la rappresentanza delle versioni post ’67 con i paraurti a “binario”, che spaziava dal 1969 al 1974 con una versione 1600 realizzata per il mercato americano ma immatricolata per la prima volta in Austria e poi importata in Italia. Anche per questa serie le versioni Cabrio erano ben esibite, da un 1303 amaranto del 1973. Mentre per il Typ 2 del periodo, un Deluxe del 1970 con il suo classico bicolore faceva bella mostra di sé. Gradita presenza di un’ottima Typ 14 Mod. Karman Ghia Coupè , azzurra del 1974 di proprietà di Emilio Cozzio titolare dell’omonima Concessionaria locale Volkswagen e che ci ha fatto da apripista lungo il percorso.

La visita guidata al Museo dell’Aeronautica, ha fatto comprendere, come sempre siano gli uomini a “fare” la differenza nella storia e se non ci fosse stato il pioniere dell’aviazione trentino ed ingegnere aeonautico, Gianni Caproni, e la sua intuizione di costituire, negli anni Venti del Novecento, una colleziona di aerei che aveva progettato, e/o costruito, ed ottenere di far diventare questo patrimonio, nel 1927, un Museo, oggi non saremmo qui a poter scrivere di ciò e non potremmo comprendere le dinamiche della storia che per mezzo degli aerei, cambiò il modo, anche di fare la guerra.

Un esempio emblematico è l’aereo Ansaldo S.V.A. 5 aereo utilizzato anche da Gabriele d’Annunzio e di cui nel Museo è esposto il n° 11777 pilotato da Gino Allegri. Sette degli 11 S.V.A. 5 sorvolarono nel 1918 Vienna, facendo fotografie e lanciando manifestini tricolore che invitavano a deporre le armi. Nacque così il motto coniato da Gabriele D’Annunzio per la Caproni, produttrice di bombardieri che, senza attaccare da terra (cozzar), colpivano gli obiettivi (dirocco) dal cielo, anche tramite la “pubblicità” del tricolore.

Altro esemplare presente nel museo ed uno dei due rimasti è l’S.M.79. E’ stato donato dal Libano nel 1993. Fu costruito nel luglio 1942 dalle Officine Reggiane di Reggio Emilia del gruppo Caproni con MM.24499 e compì numerose missioni belliche presso la 280^ Squadriglia Aerosiluranti pilotato principalmnente dal Ten. Alessandro Setti. L’8 Ottobre del 1934 (82 anni fa) il Pilota Collaudatore Bacula, portava in volo per la prima volta il prototipo del Savoia Marchetti  SM 79 Sparviero poi soprannominato Gobbo o gobbo maledetto, presso l’Aeroporto di Cameri Veveri nei pressi di Novara!. Sempre un 8 Ottobre, quello del 2004 (12 anni fa), presso il 20° Gruppo del 4º Stormo Caccia Duca Amedeo d’Aosta cessava la vita operativa dell’F-104 STARFIGHTER. Il 104 posto come Gate Guardian al Museo Caproni, che ha fatto da sfondo alla foto di gruppo è un G “versione Germany” appartenuto al 132° Gruppo ricognitori del 3° Stormo di Verona Villafranca, intitolato all’Eroe Buscaglia, pilota silurante, noto per le sue imprese proprio sull’SM 79 durante il 1942/43. 8 Ottobre 2016…

Il gruppo di sibilanti boxer si è quindi mosso attraverso la suggestiva Statale del Bondone verso Comano Terme. Proseguendo, abbiamo attraversato l’Altopiano del Bleggio per arrivare nel fascino antico di uno dei borghi più belli d’Italia: Rango. L’origine del nome è celtica (randa) e vuol dire “limite” visto che Rango è l’ultima frazione prima del passo Durone. In questo splendido Borgo Medievale, abbiamo fatto tappa per il pranzo al Ristorante Catenaccio.

Lasciato questo silente e tranquillo Borgo siamo quindi saliti a 1000 metri sul Passo Duron per poi transitare nell’Altpopiano del Banale con passaggio a Stenico con il noto Castello arroccato sulla montagna. La giornata nuvolosa, non ci ha permesso di poter ammirare tutti i pregevoli paesaggi che ci circondavano, ma abbiamo comunque realizzato, da quello che si poteva vedere che sono luoghi incantevoli dove ancora si respira quella tranquillità di un ritmo più pacato del vivere quotidiano che nel traffico congestionato delle nostre città, abbiamo perso.

Altra romantica tappa alle Cascate del Rio Bianco, una delle perle del Gruppo di Brenta. Come un orologio, questa cascata, si disattiva nel periodo invernale per poi riprendere a sgorgare in primavera. La forza prorompente di questa cascata d’acqua viene trasformata in energia elettrica ed alimenta così tutte le Giudicarie Esteriori. Ecco un caso in cui la natura va d’accordo con l’esigenze dell’uomo in un comune senso di rispetto. Durante la sosta, la Pro Loco ha offerto a tutti gli equipaggi una confezione delle tipiche “montagnine”, le patate del trentino, caratterizzate dalla pasta soda, mediamente compatte.

Si è giunti quindi a San Lorenzo in Banale, noto per la Ciuiga del Banale, antico salame alla rapa prodotto da secoli a San Lorenzo. Dopo una salutare fetta di strudel, si è ripresa la discesa, meta il Grand Hotel di Comano Terme, dove i Maggiolini hanno fatto bella mostra di loro. Nel corso della cena, il Presidente Marzio Cavazzuti ha ricordato il nostro amico e socio, Architetto Claudio Berti improvvisamente prematuramente recentemente scomparso, e si è parlato di temi automobilistici quali l’importanza della Perizia per le Auto d’epoca e le prospettive del futuro delle vetture d’interesse storico, legate alla circolazione, ma non solo. Si è infatti parlato dell’importanza del coltivare le nuove generazioni, alla cultura per l’auto storica ed alla formazione dei nuovi “maestri artigiani”.

La domenica mattina abbiamo lasciato questa “riserva di benessere” con un’uscita di prestigio, passando per il parco, percorso normalmente riservato ai pedoni. Nella frescura mattutina con 9 gradi di temperatura esterna, i boxer raffreddati ad aria, hanno ripreso il cammino, questa volta verso Spiazzo Rendena, per un’altra pagina di storia. Visita al Museo della Guerra bianca Adamellina “Recuperanti in Val Rendena”.

Il museo, curato dall’associazione culturale “Mostra Museale Permanente della Guerra Bianca Adamellina 1915 – 1918” raccoglie materiali emersi dai ghiacciai dell’Adamello-Carè Alto e documenti, cimeli e fotografie relative alla “guerra bianca”. Dopo una fuga alla Concessionaria Volkswagen Cozzio, per ammirare la grande struttura, la colonna infrangibile delle vetture è scesa verso il Lago di Tenno per giungere all’ultima tappa, l’Acetaia del Balsamico Trentino a Cologna di Tenno (TN). Il processo dura 11 anni prima che sia a regime, ma l’entusiasmo e la passione del titolare ci dà la certezza che il prodotto che abbiamo già avuto modo di provare è sicuramente di ottima qualità.

Dopo il pranzo è l’ora di tornare verso le rispettive abitazioni. I Typ 1, Typ 2 si sono come sempre comportati bene. I luoghi visitati erano incantevoli e sicuramente sarebbero stati di ancora maggiore soddisfazione con un bel tempo.

Arrivederci alla prossima edizione. www.clubvolkswagenitalia.it

Aut

Classe ’61, sposato dal 1983 con due figli, ha esordito in ambito professionale in una emittente locale bresciana ove ha fatto esperienza a tutto campo fino ad arrivare al ruolo di segretario di produzione, per passare poi al settore commerciale Automotive dove nel 2006 ha maturato un Master in Gestione Commerciale d’Impresa. Dal 2007 si occupa in prevalenza di auto di interesse storico, sportive e da collezione. Attualmente è Project Manager della “Divisione Classic” di Franzoni Auto. Come giornalista non professionista scrive per alcune riviste di settore e si occupa anche della comunicazione aziendale per conto di alcune associazioni e club di auto storiche. Tra queste si segnala il suo contributo come Promoter della Fondazione “Giorgio Brunelli” per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale” e la sua partecipazione attiva nel direttivo della A.A.V.S federata alla F.I.V.A. E’ inoltre Socio Onorario con incarico di Ufficio Stampa del Club Volkswagen Italia, Vice Presidente del Biturbo Club Italia, Ufficio Stampa dell’Opel Fans Italy e dell’artista Luana Raia “Eventi”.

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