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Maserati Ghibli Spider 4.7 1969: un vento caldo tra i capelli

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Un’altra icona dell’automobilismo di lusso italiano esposta alla Modena Motor Gallery è una Maserati Ghibli Spider 4.7 del 1969.

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Questa vettura è una delle 125 Ghibli Spider che sono state prodotti dalla Maserati, al tempo sotto la guida della famiglia Orsi tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta.

La “famiglia” delle Maserati Ghibli (Tipo 115) prende origine nel 1966, anno in cui al Salone di Torino viene presentato il nuovo modello della Casa, scaturito dalla matita di Giorgetto Giugiaro che all’epoca lavorava per la Carrozzeria Ghia e a cui la Maserati aveva affidato il delicato compito di realizzare una degna sostituta dei modelli 3500 GT e Mistral che, pur attirando ancora l’attenzione della facoltosa e raffinata clientela del Tridente, si portavano dietro una linea non del tutto al passo con i tempi.

In Maserati si coglie la necessità di presentare un nuovo modello che ridoni splendore al marchio e che al tempo stesso, rafforzi l’immagine delle berlinette sportive.

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Il successo di pubblico e di critica è unanime; la linea aggressiva e penetrante della nuova berlinetta piace subito e in Maserati sono costretti a triplicare in breve tempo la produzione.

Inizialmente la Ghibli, che come da tradizione della Casa prende il nome di un vento secco di scirocco, viene presentata in versione chiusa; monta un motore 8 cilindri a V di 4.7 litri a carter secco in grado di sviluppare 330 CV, alimentato da quattro carburatori doppio corpo Weber.

La dotazione di serie è come sempre al vertice della categoria: interni in pelle, vetri azzurrati, alzacristalli elettrici e condizionatore. Gli interni sono ben curati e rifiniti e la strumentazione è completa.

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Particolarità tecnica di questo modello è la presenza di due serbatoi per il carburante cui corrispondono altrettante spie per la riserva sul cruscotto.

Nel 1969, compare la versione spider e viene presentata la Ghibli SS con cilindrata portata a 4.9 litri e potenza che sale a 335 CV. Prodotta in pochi esemplari, presenta due posti secchi, i sedili sono dotati di poggiatesta e la linea filante la rende ancor più elegante della coupé.

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L’anno successivo vede un leggero restyling della vettura, con l’adozione dei poggiatesta anche per la versione chiusa, fanaleria maggiorata, rostri gommati sui paraurti e ruote con bulloni a vista.

Anche della Ghibli SS esiste una piccolissima produzione, di soli 25 esemplari in versione spider.

L’era della Maserati Ghibli termina nel 1973, dopo ben 1149 esemplari prodotti (ne erano stati ipotizzati un centinaio!) e sarà sostituita dalla Khamsin.

Per vedere però un’altra Maserati spider si dovrà attendere, invece, il Salone di Torino del 1984 quando avvenne il debutto della Biturbo Spyder.

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Sono nato a Torino nel 1988, diplomato al liceo classico e laureato alla Facoltà di Agraria. Fin da ragazzo ho sviluppato una grande passione per l’automobilismo storico in tutti i suoi aspetti, il che mi ha spinto a frequentare il corso di restauro di auto d’epoca promosso dall’ASI e a dedicarmi alla scrittura di articoli sul mondo delle auto storiche.