Auto

Ferrari 340 MM Vignale spider 1953: si vive solo tre volte

By  | 

Uno dei pezzi forti della Modena Motor Gallery di questa edizione sarà una delle 5 barchette carrozzate da Alfredo Vignale su telaio Ferrari 340 MM (Mille Miglia) nel 1953. Si tratta, più nello specifico, di quella identificabile con il numero di telaio “0284AM”, la cui particolare e suggestiva storia la rendono una rarità nella rarità.

La denominazione corretta e completa della vettura, almeno nella sua prima veste, è quella di Ferrari 340 MM Vignale spider. Procedendo con ordine, queste sono le vicissitudini di cui si è resa protagonista.

Il telaio della vettura venne allestito presso la Casa di Maranello il 12 marzo del 1953 e abilmente “vestito” nei giorni seguenti dai battilastra della Carrozzeria Vignale su commissione del suo primo proprietario, il pilota anglo-americano Thomas L.H. Cole.

Trattandosi si una Ferrari 340, il motore è il classico 12 cilindri a V di 60° di 4101 cm3 che eroga 300 CV a 6600 giri. Il telaio 340 MM ne identifica il passo accorciato a 2499 mm, che la distingue dalle 340 America e 340 Mexico con passo più lungo.

L’abito della carrozzeria, disegnato da maestro Michelotti (per quanto questa sia solo un’ipotesi, anche se la più accreditata) ricalca le linee morbide e le forme muscolose che contraddistinguono facilmente tutta la produzione di barchette da corsa allestite da Vignale (nel complesso 24 vetture realizzate su diversi telai). L’aerodinamicità è il fine ultimo cui puntare e la carrozzeria di Vignale rende queste vetture in grado di conquistare senza troppe difficoltà piazzamenti iridati.

ferrari-340-mm

Tornando alla nostra “0284AM”, il 25 aprile del 1953, la vettura è schierata sulla griglia di partenza pronta a contendersi la Mille Miglia di quell’anno con altre tre 340 MM, di cui una gemella sempre di Vignale (#0280AM) condotta dalla coppia Marzotto/Crosara che conquisterà la vittoria assoluta (la terza di una Ferrari Vignale alla Mille Miglia) e altre due barchette carrozzate da Touring.

La vettura di Cole/Vandelli, che si presenta in livrea originale rossa con i sotto porta grigi e numero di gara 608 otterrà il 4° posto assoluto.

Neanche un mese dopo, il 9 maggio Tom Cole disputa la corsa per vetture Sport a Silverstone posizionandosi 2° assoluto (#37) dietro alla 340 MM gemella (#0280AM) di Mike Hawthorn. A conclusione della gara, fervono subito i preparativi per l’imminente 24 Ore di Le Mans che si sarebbe disputata di lì a un mese.

La vettura viene preparata allo scopo: vengono aggiunti due proiettori supplementari, modificato il parabrezza e la carrozzeria viene riverniciata in blu e bianco. Il 14 giugno la vettura dell’equipaggio Cole/Chinetti, con numero di gara 16 prende il via alla partenza della corsa accanto ad altre tre barchette 340 MM di Pinin Farina, ma alla 13° ora di guida Tom Cole esce di pista perdendo la vita.

Si conclude così tragicamente la “prima vita” di questo gioiello da corsa. Riportata a Modena presso la carrozzeria Camillini, rimane abbandonata a sé stessa per 16 anni.

Trascorso questo periodo, nel 1969 il secondo proprietario, Marino Autieri, la acquista e decide di restaurarla, donandole così una seconda vita. Fantuzzi, specialista nella ricostruzione di Ferrari, ne riveste nuovamente il telaio, questa volta però, dietro commissione del proprietario, con le specifiche delle barchette Touring.

ferrari-340-mm-touring

La storia agonistica di questa Ferrari non si conclude in ogni caso qui; quest’ultimo proprietario riporta in corsa la barchetta sullo storico e oramai rievocativo percorso della Mille Miglia nel maggio del 1988 (#133), nell’aprile dell’anno successivo (#173) e nel 1999 in coppia con Giuliano Canè (#364).

La terza vita della barchetta Ferrari, inizia quando il suo attuale proprietario decide di riportarla all’antico splendore, facendola carrozzare per la terza volta con l'”abito” che le aveva dato Alfredo Vignale, affidandola alle mani esperte dei battilastra della Carrozzeria Autosport di Bastiglia (MO) che sono riusciti a ricostruirne le forme quanto più fedelmente possibile all’originale.

Proprio in quest’ultima veste, la si può ammirare alla 4° edizione della Modena Motor Gallery.

Aut

Sono nato a Torino nel 1988, diplomato al liceo classico e laureato alla Facoltà di Agraria. Fin da ragazzo ho sviluppato una grande passione per l'automobilismo storico in tutti i suoi aspetti, il che mi ha spinto a frequentare il corso di restauro di auto d'epoca promosso dall'ASI e a dedicarmi alla scrittura di articoli sul mondo delle auto storiche.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *