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Monte Pellegrino Historic 2016: noi c’eravamo!

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Abbiamo partecipato alla Monte Pellegrino Historic a bordo di una Fiat 1,100 TV pepatissima.

Eccoci qui, la Monte Pelligrino Historic 2016 sta per iniziare e noi siamo imbottigliati nel traffico del parco chiuso, alle prese con una frizione che di progressivo ha davvero poco. Cerchiamo di limitare gli spostamenti (e quindi le sfrizionate) ma i commissari ci invitano regolarmente ad andare avanti. L’unica soluzione è mandare su di giri il motore e allentare leggermente la frizione.

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Lo scenario è quello del Monte Pellegrino, roccia che sovrasta la città di Palermo e sulla quale, tra gli anni ’20 e i ’70, si è disputata una cronoscalata. L’evento cui partecipiamo è la rievocazione della storica salita che, tra l’altro, nel 1950 ha fatto da sfondo all’ultima vittoria di Tazio Nuvolari.

L’auto che ci porterà sopra il Monte è una Fiat 1100 TV del 1954, la versione sportiva della popolare berlina Fiat. L’esemplare in questione ha un passato nelle gare storiche e, per risparmiarvi la lista completa delle modifiche che neanche conosco, ve ne cito solo due: contagiri Abarth –non so se coevo- e tamburi maggiorati Stanguellini. Aspirazione e scarico liberi completano un quadro perfetto per una manifestazione dallo spirito corsaiolo.

Il format della Monte Pellegrino prevede tre salite con partenze in stile cronoscalata e strada chiusa al traffico. A differenza di una gara vera, però, non viene preso il tempo. Ognuno va al ritmo che preferisce e vince l’auto più bella e rappresentativa. Tra le più belle, mi vengono in mente una Ferrari 250 swb ex Scuderia Serenissima, la Fulvia Barchetta F&M e un gruppo di Abarth.

Finalmente arriva il nostro momento. Siamo i prossimi a partire. “Gionnino, voglio vederti spingere!”. “Senti qua, invece di mettermi altra ansia, ogni tanto guarda la temperatura che se sale dobbiamo accendere la ventola … E se c’è qualcuno dietro, avvertimi che lo facciamo passare”. Poi tre, due, uno e da lì in poi non ricordo quasi nulla.

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Durante la prima salita prendiamo confidenza con il percorso e il con il mezzo. Il percorso può essere riassunto così: una serie infinita di tornanti e due pezzi più veloci, uno all’inizio e uno alla fine. Il contesto è bellissimo, si “corre” letteralmente tra la roccia e il mare e, una volta in cima, si gode di un panorama pazzesco. Il mezzo va che è una meraviglia: il motore c’è, la tenuta di strada è ottima e si frena alla grande. L’unico problema è rappresentato dai rapporti troppo lunghi e dalla carenza di coppia ai bassi regimi, che ci penalizzano sui tornanti.

La salita degna di essere raccontata è la seconda. Pronti via, dopo qualche curva raggiungiamo un gruppo di Aurelia nella zona dei tornanti. Il nostro ingresso in curva è decisamente migliore ma, in percorrenza, siamo costretti a rallentare dietro le mastodontiche Lancia. A quel punto il motore va sotto-coppia e non abbiamo alcuna possibilità di sorpassare in uscita. Dopo un paio di tentativi sulle note di “Vai Gionnino, vai!”, decidiamo saggiamente di rallentare. Saggiamente perché, in fin dei conti, lo spirito della manifestazione è proprio questo. E a noi è piaciuto da morire.

Per approfondire: http://www.montepellegrinorievocazionestorica.com

Foto credit: sito  (foto storiche) e M.Bucciero (foto centrale)

Aut

Ci sono due cose che l’uomo non ammetterà mai di non saper fare: guidare e fare l’amore.
(Stirling Moss)