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Museo Porsche: lo show del boxer

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Il viaggio all’insegna dei motori ha avuto come prima tappa il Museo Porsche di Stoccarda.

Le emozioni non tardano ad arrivare, ancor prima di entrare nel vivo; dall’area bistrò è possibile osservare l’officina del museo che provvede al restauro e alla manutenzione dei mezzi esposti, così rendendo unica anche l’esperienza di gustare un caffè espresso tutt’altro che italiano.

Dal 24 giugno al 13 settembre 2015 il Museo Porsche ha ospitato una esposizione temporanea dedicata agli anni ’50 e ad una delle “testimonial” di quel periodo: la Porsche 356.

Non è tutto qui…

L’odore di benzina mista ad olio tipico di questi luoghi è impareggiabile!!!

Appena giunti al piano dell’esposizione l’accoglienza è affidata ad una Porsche 356 SL (Super Light, ndr.) tutt’altro che convenzionale.

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Si tratta di uno degli esemplari schierati dal team ufficiale Porsche alla partenza della 24 ore di Le Mans del 1951; con questa vettura altamente competitiva (motore boxer 4 cilindri e 1086 cm3 di cilindrata), guidata da Auguste Veuillet ed Edmond Mouche, la Porsche fu la prima casa automobilistica tedesca a prendere parte e a terminare la competizione de La Sarthe.

Proseguendo il tour l’aspetto umano pone, per un istante, il mondo dei motori in secondo piano, facendo emergere la bellezza del rapporto padre – figlio: Ferdinand e Ferdinand jr. Porsche.

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Più che negli altri musei tedeschi visitati, è qui che si percepisce la storia dell’Uomo e della sua passione. Ferdinand Porsche, classe 1875, da appassionato di elettricità, poco più che diciottenne, progettò un motore elettrico inserito nel mozzo, ed eravamo solo agli inizi del ‘900.

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Nel 1931  si trasferisce a Stoccarda fondando lo studio di progettazione che diede vita a vere e proprie opere d’arte su quattro ruote, quali il Maggiolino Volkswagen, le Auto Union da competizione, la futura 356 e, con l’avvento del Secondo Conflitto Mondiale, alcuni veicoli militari.

Ferdinand jr. (detto Ferry, ndr.) inizia a collaborare nello studio di progettazione di Stoccarda per poi prendere il posto del padre, intanto imprigionato come criminale di guerra a causa della progettazione dei veicoli militari. Da questo momento Ferry ha sulle sue spalle la responsabilità di valorizzare tutto ciò, e girando tra le auto di questo Museo Porsche si può affermare che il “passaggio generazionale” ha avuto esito positivo.

Tornando alle auto ci si imbatte in un’altra “one off”: la Porsche Typ. 64, detta anche Berlin-Rom Wagen, progettata nel 1939 per partecipare ad una competizione che andava da Berlino a Roma, ma alla quale non prese parte. Stupenda e dalle forme spaziali, ulteriormente esaltate dal nudo metallo, questa vettura è chiaramente ispirata al Maggiolino, del quale riprende i gruppi ottici anteriori e le feritoie nella parte posteriore.

Il marchio Porsche deve un po’ della sua fortuna al nostro Paese ed in particolare al costruttore piemontese Piero Dusio, patron della Cisitalia (per esteso, Compagnia Industriale Sportiva Italia), che nel 1947 commissionò a Ferry Porsche un’auto da gara: la Typ. 360 Cisitalia (motore 1500 cm3 12 cilindri a V dalla potenza di circa 500 cv).

A questa vettura è legato il crollo finanziario di Piero Dusio e della sua azienda e la ripresa della Porsche che con il ricavato di quel progetto potè investire nel suo futuro oltre che, come narrano diverse fonti, pagare la liberazione di Ferdinand Porsche detenuto nelle prigioni francesi.

Un paio di gradini più su e si passa ad un’altra epoca, all’epoca della Porsche 911, l’auto che non stanca mai e non è mai stanca di innovarsi da decenni e decenni, l’auto delle competizioni, l’auto da Gran Turismo, l’auto dei raid africani, la sportiva capace di macinare centinaia di migliaia di chilometri, insomma: l’auto totale.

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Dal concept della prima 911 si passa alla Targa, alla prima Carrera  2.7 RS (Renn Sport) con alettone integrato a fare bella mostra di se ed un abitacolo ridotto ai minimi termini per garantire un peso piuma di 930 kg.

Parli del diavolo e spuntano le corna, parli di Porsche e spuntano alettoni… vistosi, enormi, stravaganti e semplicemente stupendi contraddistinguono le Porsche più performanti e, diciamolo, donano alle versioni Turbo un aspetto unico!!!

Da sempre Porsche è legata al mondo delle corse; sebbene la presenza ufficiale in Formula 1 si sia registrata soltanto dal 1957 al 1962 (e come fornitore di motori turbo negli anni ’80), una massiccia partecipazione si è avuta alle gare di durata, in special modo alla 24 ore di Le Mans e alla Carrera Panamericana.

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Alla  competizione francese sono legate auto particolarissime come la Porsche 935 del 1978, soprannominata Moby Dick per via della sua stazza, necessaria per domare un boxer 3.2 che erogava 845 CV.

Tuttavia, l’auto che spicca per esagerazione, sotto tutti i punti di vista, è la Porsche 917/20 schierata alla 24 ore di Le Mans del 1971; si tratta di una vettura dalle dimensioni esagerate ed una larghezza superiore ai 2 metri che impose l’organizzazione di un trasporto eccezionale per il trasferimento a Le Mans. Si narra che un tecnico Porsche nel guardarla la definì “una scrofa in attesa del pranzo”, e che da questa affermazione fu ordinato ai carrozzieri di verniciarla di rosa indicando le varie parti del maiale (russel, hirn etc).

Il museo Porsche è anche questo; tradizione, tecnica, passione e goliardia; tutto a portata di mano.

Da più persone dello staff ho sentito dire in perfetto italiano: “una Porsche fa sempre strada, anche parcheggiata in un museo”, ed è proprio vero.

Con quale modello sarei uscito da lì?  Porsche 911 (mod. 930) 3.3 turbo 4 marce: parola d’ordine turbo lag!!!

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Aut

Classe 1986. Nato a Napoli, laureato in giurisprudenza e con l’aspirazione di diventare notaio. Appassionato di auto e moto (ed orologi, ahimè), amo collezionare memorabilia ed aneddoti legati a tutto ciò che si riconduce al mondo dei motori.
La parte che preferirei nella mia casa da sogno? Il garage… con altrettante auto da sogno!!!
Auto avute: Peugeot 206 hdi xs, Alfa Romeo 90.
Auto attuale: Ford Fiesta ed alcune auto d’epoca della mia famiglia da restaurare al più presto!!!