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Gli ori della Côte d’Or, il Pinot Nero e lo Chardonnay

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Lasciando l’autostrada incontriamo subito il paesino di Puligny-Montrachet. I vigneti sono bassi, ordinati, coltivati come giardini. Le foglie sono di un verde vivido, quasi pulsante, i grappolini adornano qua e là i tralci. Ci dirigiamo verso il centro soffermandoci in un bar, i vini in carta sono pressoché sconosciuti ma di territorio come indicano i lieux-dits e i climats di provenienza. I diversi terroir sono qui indicati dai climats di provenienza, cosi meravigliosamente diversi tra loro e accomunati, per quanto riguarda i cru, da una matrice qualitativa di assoluto rilievo.

La nostra scelta ricade su una bottiglia di 2012 Puligny-Montrachet, Premiere Cru “Les Perrieres” del domaine Bzikot. Come indica il lieu-dit si tratta si un vigneto coltivato su un terreno caratterizzato dall’abbondante presenza di roccia e relativamente poco profondo. Si tratta della prima bottiglia del viaggio attraverso le mille meraviglia della Borgogna, l’attesa è palpabile, non conosciamo il domaine ma sono certo che sarà una ricchissima esperienza. Nel bicchiere lo chardonnay si dimostra timido, emergono sentori di scorza d’agrume e fiore di zagara. Come un fiore che si apre al salire del sole, questo Puligny-Montrachet si apre, petalo dopo petalo, regalando una complessità olfattiva straordinaria. Le note floreali si arricchiscono subito di profumi di mineralità rocciosa, selce, fino a ricordi di idrocarburi che pur rimanendo nel backstage fanno capolino tra le note più evidenti di pompelmo rosa, scorza di limone, ginestra, ricordi di tiglio e profonde e spiccate note minerali. Alla beva sprigiona le sue note migliori regalando scie lunghissime di freschezza e sapidità a tratti marina. La coerenza gusto olfattiva è precisa e puntuale sostenuta da una spalla acida possente e solida come la vocazione di questi terroir per questi vitigni.

Riprendiamo la strada verso Beaune, l’entusiasmo che ci ha regalato il terroir de “Les Perrieres” è contagioso, decidiamo di far tappa a Mersault, territorio unico che imprime ai propri vini un marchio a fuoco, riconoscibile tra tutti, declinati nelle espressioni dei singoli terroir. La scelta cade su un Mersault Premiere Cru 2011 del domaine Louis Baisinbert. Come il precedente, appena versato stenta a mostrarsi, offrendo solamente sentori di mineralità marina. Non appena si acclimata nel bicchiere, regala sensazioni di straordinaria eleganza spaziando dalla mineralità a tratti salmastra con ricordi di fiore di cappero, salamoia e macchia mediterranea. Il terreno emerge in tutta la sua durezza, plasma il vitigno, imprime di sé l’uva legandola indissolubilmente al proprio essere. In bocca stupisce per la graffiante sapidità, la sferzata di freschezza unita allo straordinario bouquet, lo rendono un vino inconfondibile da abbinare a piatti saporiti di mare .

L’esperienza in Borgogna si arricchisce di esperienze tese a dare consapevolezza dello straordinario territorio di questa regione che nella caleidoscopica Côte d’Or raggiunge la sua massima espressione in termini qualitativi. Il territorio di Aloxe-Corton, quasi esclusivamente a Pinot Nero, di Gevray-Chambertin, di Nuit-Saint-George è unico perché composto non solo da climats unici, ma anche le loro articolazioni più piccole, le parcelle, sono tra loro profondamente diverse per composizione chimica, presenza di scheletro, fossili, etc.

Questa varietà geomorfologica è capace di esprimere una gamma di sensazioni tra loro così diverse che se non fosse per l’eleganza e l’equilibrio nel bicchiere non sembrerebbero provenire dalla medesima zona. La strada dei Grand Cru, attraversa vigneti mitici, alcuni celeberrimi, altri noti o meno noti ma sempre con una propria personalità, un proprio marchio fabbrica.

Il domaine Tortochot a Gevray-Chambertin offre una produzione che spazia dalla produzione del vigneto Premier Cru classè Lavaux -St-Jaques al Gran Cru dello Charme-Chambertin.

Nel bicchiere regalano sensazioni di terra, fungo e sottobosco. Nelle annate più recenti si ritrova un tripudio di frutti di bosco, rosa e fiore di geranio. Nel bicchiere, entrambi sono caratterizzati da una freschezza che regala emozioni, i tannini sempre levigati raccontano di una perfetta maturazione polifenolica, la coerenza gusto-olfattiva è perfetta, la persistenza è infinita con ritorni di foglia di tabacco, sottobosco e ribes maturi.

Lo Charme-Chambertin è rotondo, nessuna asperità gustativa si presenta equilibrato nelle componenti dure e morbide. In bocca è elegante, raffinato, la lunga persistenza regala sensazioni di viola lunghissime. La mineralità dello Charme-Chambertin non è mai banale, sentori marini, rocciosi di selce e olive in salamoia ci ricordano della straordinarietà di questo luogo in cui l’uomo, sin dal Medioevo, coltiva il Pinot Nero e lo Chardonnay che qui sviluppano una potenza espressiva unica, nel solco di una comune matrice rappresentata da un terroir che, seppur articolato nei diversi climats, qui trova la propria sintesi nella tradizione enologica, nel territorio e nel clima che nella Côte d’Or è unico ed irripetibile, come i suoi vini.

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Classe ’76, Dottore di ricerca, libero professionista e Master Sommelier FIS, coltivo da sempre la passione del vino e delle auto d’epoca. In entrambi i settori concentro il mio interesse sulle produzioni italiane di eccellenza come strumenti di crescita economica e diffusione della nostra cultura nel mondo. Punti deboli? Le supercar ’60 e ’70 ed i grandi rossi dell’Etna!