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[NUOVO ARRIVO] Alfa Romeo Spider 1600: segni particolari, bellissima

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L’ultima settimana di giugno ha visto un grande momento di celebrazione del prodotto italiano. Nel clima di ottimismo e autostima per il made in Italy dato da Expo 2015, la retorica di Eataly e tutto il resto, anche il mondo dell’automobile italiana, quella emozionale, ammirata in tutto il mondo, ha avuto la sua parte di gloria. Lasciando da parte il marchio Lancia, per cui è stato proclamato il de profundis, le luci della ribalta hanno illuminato il biscione visconteo.

No, non mi sto riferendo alla presentazione della “nuova Giulia, machistico (la QV ostenta testosterone – assolutamente etero – più di Putin) tentativo di inseguire le “odiate” (da schiere di fanboy) tedesche, che come molti prodotti attuali parla solo una lingua: quella del presente.

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Nello stesso periodo, quasi come casuale risposta, il garage di VitadiStile.com ha visto un nuovo arrivo: una Alfa Romeo Spider 1600 del 1977 nella rara colorazione originale Giallo Prototipo. Simbolo di un’epoca e di un modo di vivere, è un’icona di stile, una leggenda su 4 ruote la cui produzione è durata ben 28 anni con sole poche modifiche: nel 1990 è stata presentata la 4° serie e chi la comprava sapeva di acquistare nuova un’auto già storica. Uno dei modelli più riconoscibili e conosciuti anche dai meno appassionati, come la 911.

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Per lei si potrebbero usare molti assoluti senza il rischio di sembrare faziosi (e dire che non sono nemmeno un alfista…). La prima serie, detta Osso di Seppia per la particolare conformazione della coda cd. “boat-tail” è stata presentata al salone di Ginevra nel 1966 per sostituire la poco apprezzata Giulia GTC e raccogliere la pesante eredità della Giulietta Spider. Nello stesso anno tre esemplari sono stati imbarcati sull’ammiraglia della flotta italiana, la Raffaello, direzione New York per una della presentazioni più chic che siano mai state ideate: le stesse vennero provate sul ponte e, dopo una sosta a Cannes per l’annuale fiera del Cinema, la motonave giunse negli Stati Uniti per la presentazione oltre oceano, parte di una promozione dei prodotti italiani in loco orchestrata da Finmeccanica.

Tra gli aneddoti, anche l’origine del nome ne fa un caso: il termine “Duetto”, ormai di uso comune, nasce come vincitore di un ricco concorso indetto dall’Alfa Romeo per trovare un nome alla nuova Spider. Peccato che una coeva merendina Ferrero lo utilizzasse già, per cui solo i primi 190 esemplari se ne possono fregiare, mentre per gli altri la dicitura torna ad un più banale riferimento alla carrozzeria. Nella storia, però, è già entrata come Duetto.

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L’impatto negli USA è stato così forte da meritarle una parte da protagonista ne “Il Laureato”, film  che la lanciò definitivamente nell’Empireo. Il fascino da diva del cinema e l’indole sportiva confermata dalle partecipazioni frequenti alle gare la rendevano simile alla reginetta del Liceo. Giovane e bella, con un futuro radioso, aiutato anche da cultura e intelligenza, indiretto messaggio di un pay off di qualche anno fa della stessa Alfa Romeo: “La bellezza non basta”.

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Come si fa, però, a parlare di una leggenda, di cui tutto si è detto? A quel punto l’idea. Anzichè raccontarvi cose che potreste leggere su una qualunque delle riviste di settore – del resto devono pur vivere anche loro – abbiamo pensato di organizzare un servizio fotografico che omaggiasse la storia dello spider più amato e copiato al mondo. Sul genere di quanto fatto per la Delta Integrale. Dopotutto un’immagine vale più di mille parole no?

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In questo caso abbiamo voluto esaltare lo spirito sbarazzino e divertente della due posti italiana riprendendola tra le palme, a bordo piscina. Ad affiancarla, dandole ancor più carattere, ci ha pensato Luana, giovane studentessa che sogna una carriera diplomatica: non volevamo la solita bella, ma superficiale.

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Rivolgendo l’attenzione all’esemplare occorre dire che si tratta di una 1600 seconda serie (la cd. “coda tronca” ndr.) destinata all’esportazione. Fu scelta dal primo proprietario in un livrea inusuale e dotata di cerchi in lega aftermarket dell’epoca (indubbiamente molto anni ’70) che ricordano vagamente gli stessi “millerighe”. L’ultimo proprietario, invece, l’ha sostituita con una MG A. Di certo le Duetto sono sempre circondate da appassionati con uno spiccato buon gusto.

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Un particolare che apprezzo, rispetto alle versioni dotate di motori più potenti, è il cruscotto: più fedele alle origini con quella genuina semplicità delle auto anni ’50 o ’60. Le calotte Carello dei fari, invece, sono una “licenza poetica” in quanto non tipiche di questa serie, che nasceva senza, ma riprendono la linea della prima.

Finito di passeggiare intorno alla macchina, per apprezzarne i dettagli, resta la guida, vero cavallo di battaglia delle Alfa del periodo, ma ne parlerò in un futuro approfondimento, dopo qualche test.

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Ciò su cui viene spontaneo riflettere, per concludere, è che questa affascinante scoperta l’anno prossimo compirà 50 anni (dalla presentazione del modello) ed il suo appeal non accenna a svanire, anzi, infiamma generazioni vecchie e nuove, venendo tuttora scelta come spalla in film o pubblicità, come ulteriore dimostrazione del suo ascendente sul pubblico.

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Molte vetture di quella decade condividono lo stesso fortunato destino, a differenza di alcune dimenticate degli anni successivi, ma anche precedenti. La fine degli anni 60 si riconferma una fucina inesauribile di opere d’arte, mai più eguagliate e senza dubbio le stesse quotazioni lo confermeranno. Negli ultimi mesi, curiosamente, le GT chiuse superano le Spider grazie al palmarès sportivo, ma non credo durerà per molto, soprattutto per le 1300 e 1600. Rappresenta ora un vero affare, aiutato da un momento di distrazione del mercato.

I modelli degli ultimi anni, tuttavia, riusciranno a restare sulla breccia per così tanto tempo, passando nello stesso modo indenni attraverso cambiamenti di costume e di gusti che hanno pesantemente stravolto la società? O il loro essere così tanto figli del marketing dell’immediato (l’estrema attenzione al contorno e la volontà di un aggiornamento annuale – come i telefonini) ne inciderà la longevità?


La modella

Luana Sbalbi ha posato per Luigi Vetrucci pochi giorni dopo essere stata eletta Miss Piacenza. 23 anni, laureata con il massimo dei voti in lingue straniere, sta concludendo il percorso in relazioni internazionali. Studiosa e amante dello sport (nuoto ndr.) concorre per la corona di Miss Italia 2015.

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Ieri sera la prima sfilata a Jesolo, mentre oggi iniziano le selezioni conclusive che porteranno le prescelte a calcare il palco della finale, il 20 Settembre, presentata da Simona Ventura in diretta su La7. Noi di VitadiStile possiamo solo fare un grosso in bocca al lupo a Luana sperando possa coronare il proprio sogno.


La location

Palme, cocktail a bordo piscina e maneggio frequentato da cultori del dressage: no non è un miraggio. Il caldo non ci aveva dato alla testa, quel posto esiste davvero: si chiama Naxos ed è poco fuori da Pontenure, 10 min da Piacenza…non lontano da noi.

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Secondo le intenzioni del proprietario, Enzo, ispiratosi alla natia Sicilia, doveva essere  un luogo dove perdersi, tra Miami, la Costa Azzurra e Giardini Naxos, antica Nasso, per rendersi conto di essere nell’afosa bassa padana solo all’uscita.

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Ringraziamo lo staff e lo stesso proprietario per la disponibilità e collaborazione nello svolgimento del set fotografico.

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Aut

Classe 1988, nato a Codogno e laureato in Giurisprudenza, dopo qualche mese nel mondo della selezione del personale, ora sono District Manager per un gruppo assicurativo francese. Petrolhead da sempre, mi divido tra fotografia (di cui mi dovrò decidere a frequentare un corso) e degustazioni. Il tutto accompagnato dal costante confronto con i fondamentali del social media mktg. Con VitadiStile facciamo divulgazione storica del mondo dell’auto e diamo spazio a giovani appassionati.