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Trofeo Renati 2015: tanto pubblico e panorami protagonisti

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Domenica 26 luglio 2015 ho partecipato per il terzo anno consecutivo al “XVII Trofeo Renati”, gara di regolarità storica organizzata da CVSP che si corre in parte del percorso della storica “Bobbio – Penice” (avevamo già seguito la gara l’anno scorso raccontandovela in tre post). Come sempre a bordo della mia Fiat 500 L del 1971, con tanto di casse di vino al seguito.

Ore 9.30: parte la prima vettura. Cominciano i 140 Km di gara, divisi in ben 52 prove cronometrate lungo le tortuose strade dell’Alta Val Trebbia. Passo Penice, Brallo, Lesima, Zerba, Ottone, Cerignale, Cortebrugnatella, Marsaglia sono stati i principali centri visitati dalla carovana di storiche.

I numerosi sali-scendi sulle strade piacentine (con qualche sconfinamento pavese) ed il caldo hanno messo a dura prova le prestazioni delle vetture, come è accaduto a noi. Freni a tamburo fortemente stressati (a fine gara avevamo una frenata lunghissima!) e i mancamenti al motore causati dal surriscaldamento della benzina sono stati il nostro incubo per tutta la durata della gara.

Nonostante il buon numero di prove cronometrate e il fantastico percorso di gara, l’edizione 2015 è risultata parecchio sottotono rispetto a quelle precedenti a cui avevo già partecipato. La mancanza degli annunciati Trofei “Tag Heuer” e “Campagna amica”, la carenza di vetture e/o concorrenti illustri ed i ricorsi effettuati a fine gara da parecchi equipaggi hanno segnato questa edizione.

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Il Trofeo Renati 2015 è stata vinto dall’equipaggio #12 Salviato – Moglia (CMAE) su Autobianchi A112 seguiti da Fortin – Pilè (CAMEVA) su Fiat 600 e da Bacci – Bacci (Club Orobico Bergamo) su Alfa Romeo Giulia Ti Spider.

Anche a noi è andata bene: dopo una lunghissima bagarre con l’equipaggio Marrale – Modenese ci siamo aggiudicati il 2° posto nel “Trofeo 500”, bruciati di pochi centesimi da Merli – Ghigliani, i vincitori dell’edizione 2015.

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Il vero vincitore del Trofeo Renati, tuttavia, è stato il pubblico. Al controllo timbro di Zerba (il più piccolo comune della Provincia di Piacenza, con circa 80 abitanti) la popolazione era in festa e presente per la quasi totalità. Pro Loco e Sindaco ci accolgono offrendoci acqua, bibite e cibarie di ogni genere.  Ad Ottone (550 abitanti circa) il Sindaco si presenta ad ogni equipaggio in gara offrendogli l’aperitivo al bar del paese. Storia simile al controllo timbro di Cerignale (130 abitanti circa) dove la popolazione ci accoglie con grandi applausi e i bambini ci corrono in contro per fare le foto con le vetture in gara. Questo è l’aspetto che mi ha maggiormente colpito della gara: il calore e l’interesse del “pubblico” piacentino e delle amministrazioni verso queste genere di manifestazioni.

Cosa che, per esempio, non ho visto due settimane prima, al “IX Giro notturno dell’Oltrepò Pavese” (di cui magari vi parlerò più avanti), bellissima gara organizzata in modo impeccabile dal Veteran Car Club Casteggio: alla partenza della seconda giornata di gara, a Santa Maria della Versa (paese in cui sono nato, cresciuto e residente), solo 7 (SETTE!) persone presenti al via, di cui 0 (ZERO!) amministratori. Un vero colpo al cuore.

E’ giunto il momento di far riposare la macchina e dare una revisionata ai freni a tamburo che tanto hanno sofferto in questo fine settimana. La prova successiva, ieri, domenica 30 agosto con la “21° Bobbio – Penice”, rievocazione ufficiale della gara vinta da Enzo Ferrari nel 1931, organizzata dal CPAE di Piacenza. To be continued…

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