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Ferrari 250 GTO 4.0: One-Off si diventa

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Tutti hanno ben presente di che auto si parla quando si cita la sigla 250 GTO: un’icona nel mondo dei “malati di supercar”, conosciuta anche come l’auto più costosa al mondo considerando che per portarti a casa la Gran Turismo Omologata devi sborsare 40 milioni di euro circa.
I più informati sapranno sicuramente che esistono 2 serie di 250 GTO, quella dell’anno 1963 e quella del 1964, molto diverse tra loro come potete ben vedere qui:
Ma in questo breve articolo lasciamo perdere la 1964, in favore di un’auto di cui pochi conoscono l’esistenza, e ve la presento: la Ferrari 250 GTO 4 litri del 1963. Nel titolo ho scritto One-Off si diventa ed ora vi spiego anche il perchè: la Casa di Maranello cinquantun anni fa ne produsse soltanto 3 (da contare all’interno delle 39 GTO), ma una sola è arrivata sana e salva a noi.
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Sotto il cofano c’è il 12 cilindri a V da 3967cc erogante 380cv a 7500 giri, al posto di quello delle altre 36 GTO da 2953cc, quindi la dicitura esatta sarebbe non 250 (cilindrata unitaria del 3 litri) ma 330 (cilindrata unitaria del 4 litri); numeri di tutto rispetto, che la portano fino ad una velocità massima di 280 km/h.
Unica in tutto e per tutto, differisce dalle sue sorelle anche dal fatto che è stata costruita in base alla statura del cliente, che doveva essere molto più alto della media, dato che il passo è di 245cm al posto dei 240cm convenzionali.
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La 4561 (questo il suo numero di telaio) ha avuto diversi proprietari, il primo fu un certo Michael Paul-Chavallier, l’attuale dovrebbe essere un collezionista svizzero che la custodisce gelosamente dal 1999 e con la quale partecipa a gare per vetture storiche (tanto di cappello).
Da aggiungere il curioso fatto che, dopo un incidente dovuto al ghiaccio sul fondo stradale, il proprietario dell’epoca (anno 1965) la fece aggiustare, aggiungendo alzacristalli elettrici, potenziando il sistema di ventilazione del radiatore, aggiornando l’impianto frenante dotandolo di servofreno e installando la frizione ad azionamento idraulico, si presume per contravvenire a problemi di affaticamento della gamba sinistra.
Gabriele Cotti Piccinelli
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