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Mini…fortuna che esisti!

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Vi siete mai chiesti se esista un reale collegamento tra la Mini-Auto e la Mini-gonna? Chi è nata per prima? Chi ha condizionato chi? Finalmente noi di VdS siamo pronti a svelare quel mistero che ha ossessionato da sempre le vostre menti. Siamo pronti a sciogliere quel tarlo che ha tante volte insidiato i vostri sogni più sereni.

Si sa, quando si parla di minigonne, nelle menti di noi ragazze affiorano una serie di outfit stravaganti, di perfetti completi da sfoggiare nelle più svariate occasioni. Torna alla mente l’anticonformista stilista Mary Quant, la madrina di quelle gonne così corte da scandalizzare gli sguardi dei perbenisti figli di una società anni ’60. Le ragazze della Swinging London erano scalpitanti e desiderose di svelare se stesse, tanto che bastò qualche centimetro di tessuto in meno per gridare allo scandalo. La diffusione della minigonna fu tutt’altro che semplice ma lo spirito di ribellione e le rivolte giovanili di fine anni ’60 misero a tappeto (o quasi) la cara vecchia longuette.

Quando si parla di minigonne, tuttavia, nella mente di voi maschietti scoccano diversi tipi d’immagini. Badate bene, non voglio alludere a nulla di compromettente o proibito! So bene che voi amanti di motori alla parola “minigonne” assocereste le bandelle metalliche poste tipicamente sulle auto da corsa per dare al veicolo una maggiore aderenza al suolo. E se si parlasse di Mini, voi pensereste solo ed esclusivamente al celebre marchio automobilistico di origine inglese fondato nel ’59 e rilevato nel 2000 da BMW.

Non è detto però che pensieri apparentemente tanto distanti non siano ricollegabili, in qualche modo, lungo un unico filo conduttore. Vi interesserà sapere, infatti, che l’idea della stilista inglese di dare una sforbiciata alle scomode ed ingombranti longuette venne proprio grazie alla casa automobilistica Mini. L’ispirazione nacque probabilmente dal fatto che la Mini offriva auto dal design innovativo e dalle ridotte dimensioni. La Mini Minor, in particolare, divenne un must col passare del tempo e così la tanto amata minigonna. La stilista Mary Quant, ispirata dalle linee della piccola utilitaria, diede un taglio ai vecchi schemi affidando a Twiggy, la modella “legnetto”, e alle sue longilinee gambe il lancio della minigonna! Era il 1963, quando venne esposta la prima mini-skirt nella sua boutique “Bazaar” di King’s Road. Sono passati più di 50 anni e ancora siamo qui a parlarne.

Nel 1988 la stilista inglese disegnò gli interni di una limited edition della Mini Designer (solo 2000 pezzi). “Mini” era ormai sinonimo di un rinnovato stile di vita. Era il sale da sciogliere sulle ferite, pungente e necessario. Era un nuovo modo di approcciarsi e di mettersi in mostra che sapeva glam e sensualità. E fu così che anche gli interni della Mini vennero colorati di tinte interessanti: sedili in strisce bianche e nere con intaglio rosso. Anche le cinture di sicurezza, della “Mini Quant” erano rosse ed i sedili guida e passeggero ed il volante portavano tutti la firma della stilista. L’edizione speciale della Mini venne venduta in due diversi colori di carrozzeria, bianca e nera.

È strano immaginare oggi un mondo senza “Mini”. Cosa sarebbe successo se la piccola e sprizzante utilitaria non fosse mai stata creata? Chissà se il capo di abbigliamento femminile più sexy sarebbe nato senza la sua musa ispiratrice: la Mini Minor. In ogni caso noi di VdS siamo grati alla Mini per l’originalità estetica attraverso cui ha guidato, seppur inconsapevolmente, quel processo di liberalizzazione, ormai senza freno, del vestiario femminile.

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Classe (da vendere!) 1989, nata a Catanzaro. Laureata in Organizzazione delle amministrazioni pubbliche e private ed in Scienze del lavoro. Sono un’appassionata di cinema vecchio stile. Considero Ingmar Bergman un maestro ed ogni tanto mi perdo a guardare qualche suo vecchio film. Mi piace ascoltare la musica e collezionare vecchi LP. La mia professione? Dispensatrice di consigli ai bisognosi e ascoltatrice DOC. Adoro la moda e i tacchi a spillo. Amo follemente tutto ciò che è poesia e nel tempo libero mi diletto a scrivere versi, che prima o poi farò leggere a qualcuno. Impazzisco per i libri e sono assolutamente convinta che prima o poi andrò a vivere in Provenza (con la mia amica Giulia) a stendere lenzuola bianche in un prato di lavanda.

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